20 anni e non sentirli, in virtù di una crescita step-by-step: Francesco Bagnaia è la prossima speranza del motociclismo italiano, che ha trovato in lui un pilota capace di assorbire rapidamente i cambiamenti di team e di categoria, ma soprattutto di essere costante nell’arco della stagione e mostrare una grande velocità in pista. Pecco, nato nel 1997 a Torino, dopo un debutto poco positivo con la FTR del San Carlo Team Italia, è passato allo Sky Racing Team VR46, con cui ha guidato una KTM e iniziato a fare sul serio in Moto3 conquistando i primi risultati: 4° a Le Mans e 14° nel Mondiale 2014, prima di passare a Mahindra e vivere un 2016 da urlo. In quella stagione (l’ultima in Moto3) Francesco Bagnaia ha conquistato le prime vittorie (Assen-Sepang) e 6 podi complessivi, chiudendo al 4° posto nella generale e guadagnandosi il salto in Moto2: un salto effettuato nuovamente col team VR46, anche perchè il torinese è da anni nel gruppo della VR46 Riders Academy, di cui è uno dei piloti più promettenti. Nel 2017 Pecco ha ottenuto 4 podi e si è dimostrato molto costante, chiudendo 5° nel Mondiale Moto2 e vincendo il premio Rookie of the Year, ma soprattutto candidandosi al titolo per la stagione 2018. Una stagione che sarà la sua ultima annata nella categoria, dato che mercoledì è stata annunciata la sua firma con Ducati Pramac, che lo farà esordire nella MotoGP nel 2019: nei giorni scorsi abbiamo intervistato Francesco Bagnaia, ed ecco le sue parole ai microfoni di ”Bandiera a scacchi”, in un’intervista che l’ha visto parlare di tutto, dai test pre-season, alle aspettative per il 2018 (il Mondiale inizierà il 18/3 a Losail), al futuro.

Ciao Pecco, come procede lo sviluppo della moto 2018? Nei test di Jerez sei andato molto forte (qui il report dei test), venendo superato solo in extremis da Alex Marquez. 

”Sono davvero soddisfatto di questa prima uscita stagionale: abbiamo lavorato sodo e il nuovo pacchetto Kalex mi piace. Abbiamo trovato un buon compromesso e anche la prima simulazione di gara ha dato ottimi riscontri”.

Su cosa stai lavorando in vista della Moto2 2018? In cosa ritieni di dover crescere rispetto alla scorsa stagione?

”Nell’ultima giornata di test ci siamo concentrati sulla simulazione di gara. Nelle altre sessioni invece abbiamo lavorato sulle nuove sospensioni Ohlins, che avevo provato solo una volta lo scorso novembre. Quest’anno ho sicuramente più esperienza, soprattutto per quanto riguarda la gestione della tensione e del consumo della gomma in gara”.

Secondo gli addetti ai lavori, sei uno dei favoriti per il titolo Moto2 insieme ad Alex Marquez e Miguel Oliveira. Senti la pressione oppure sei consapevole di essere uno dei migliori piloti?

”Quando vai forte durante i  test IRTA, tutti iniziano a inserirti tra i favoriti. Sappiamo di essere competitivi perchè abbiamo fatto un ottimo lavoro, ma c’è ancora molto da fare. Voglio rimanere concentrato, lavorare sodo con il team e arrivare pronto alla gara in Qatar: è davvero difficile fare pronostici su una stagione così presto”.

Quale pilota temi maggiormente? In una recente intervista, hai dichiarato che proverai a ripetere il salto di qualità compiuto da Franco Morbidelli nel 2017.

”Ci sono tanti piloti forti nella categoria, siamo tutti molto vicini: penso a Marquez e Oliveira, ma anche a tutto il gruppo degli italiani. Baldassarri è andato molto forte a Valencia e Jerez, poi ci sono Marini e gli altri”.

Raccontaci il tuo 2017: sei partito a fari spenti, ma hai compiuto una crescita esponenziale nel corso del Mondiale, chiudendo 5° nella generale (4 podi, nessuna vittoria) e venendo eletto Rookie of the Year.

”Nel 2017 esordivo in Moto2 con lo Sky Racing Team VR46. Eravamo entrambi rookie della categoria (Bagnaia e Manzi, ndr) e non era facile, ma abbiamo lavorato sodo effettuando un piccolo cambio di rotta a Jerez ed è subito arrivato il podio. Forse prima delle mie aspettative, ma è stata una bella iniezione di fiducia considerando che quella andalusa è una delle piste più difficili da interpretare. Poi sono arrivati il secondo posto a Le Mans, altri due podi e tante volte nella top-5. Sicuramente una bellissima stagione, coronata dal titolo di Rookie of the Year che era il mio obiettivo principale nella off-season”.

Foto concessa dello Sky Racing Team VR46

Hai riscontrato difficoltà nel salto dalla Moto3 alla Moto2? E quanto sarà complicato il futuro salto in MotoGP (categoria che Pecco, notizia di mercoledì, assaggerà dal 2019 con Ducati Pramac)?

”Il cambio di categoria è sempre complicato: un metodo di lavoro differente, una tipologia di gara diversa, novità tecniche e quant’altro. Fisicamente ci vuole uno step a livello preparazione per gestire peso e potenza della nuova cilindrata”.

Al termine della stagione 2016 hai effettuato un test con la Ducati Aspar: com’è stato il tuo primo impatto coi ”mostri” della MotoGP?

”È stato un gran regalo dopo una scommessa vinta con il team (Mahindra, ndr). Sono stati solo 7 giri e onestamente ci ho capito poco, ma è stata una bellissima esperienza e un ricordo da conservare. Per quel che riguarda il futuro in MotoGP, c’è tempo per parlarne e pensarci: ora voglio rimanere concentrato sul 2018 e sullo Sky Racing Team VR46”.

Fai parte della VR46 Riders Academy. Ci racconti l’atmosfera che si respira all’interno dell’Academy? Quanti allenamenti ”di gruppo” fate nel corso di una stagione?

”Il clima all’interno del team e dell’Academy è familiare, ma al tempo stesso estremamente professionale. Trascorriamo molto tempo insieme tra palestra, ranch, allenamenti a Misano e gare. C’è una bella atmosfera: fare parte di questo progetto è sicuramente una grandissima opportunità per crescere”. 

Quanto è importante allenarsi con un campione come Valentino Rossi, che vi dà consigli e segue con attenzione le vostre carriere?

”Per tutti noi Vale è un grande esempio sotto tantissimi punti di vista, non solo per quelli effettivamente legati alle competizioni in pista. I suoi consigli sono unici, preziosi e fondamentali”.

Come ti sei avvicinato al motociclismo? Hai sempre desiderato fare il pilota, oppure avevi iniziato con altre discipline?

”Come molti ragazzi, mi sono avvicinato al mondo delle due ruote perchè era una passione di famiglia. Mio papà e mio zio erano appassionati, andavano a girare in pista e seguivano le gare. Un anno a Natale, quando avevo 4-5 anni, mi hanno regalato una piccola moto da cross con cui ho distrutto il giardino di casa. Da lì è iniziato tutto”.

Un sincero ringraziamento allo Sky Racing Team VR46 per aver reso possibile questa intervista, e in bocca al lupo a Pecco Bagnaia per la sua rincorsa al titolo Moto2!

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