La stagione è appena iniziata, e ci sono le prime interessanti indicazioni su ciò che accadrà nel 2018: nella fattispecie, il Mondiale motocross ha preso il via il 4 marzo scorso, e riprenderà questo weekend con l’MXGP d’Europa a Valkenswaard, bissando sette giorni dopo con la gara spagnola sul circuito Redsand di Castellon. Dopo il primo GP, l’MXGP d’Argentina a Neuquen, è già tempo di fare qualche bilancio e soddisfare la curiosità degli appassionati italiani e non solo: per questo motivo abbiamo intervistato Marco Ricciardi, Sales&Marketing Manager di TM Racing e punto di riferimento della casa pesarese, che ha visto Max Nagl chiudere 13° e 8° nelle manche MXGP e Samuele Bernardini concludere un difficile weekend col 17° e 15° posto in MX2. Qualche difficoltà per la casa italiana, oppure il semplice adattamento a un nuovo pilota (Nagl) e il duro recupero dall’infortunio del 2017 per Bernardini? Scopritelo nell’intervista rilasciata da Marco Ricciardi ai microfoni di ”Bandiera a scacchi”.

Ciao Marco, partiamo dal bilancio del primo weekend del Mondiale: quali sono le tue valutazioni sulle gare di Nagl e Bernardini?

”È andata abbastanza bene. Purtroppo Samuele è caduto nella prima curva della prima manche, incappando in una delle cadute che hanno frazionato il gruppo in due tronconi: da ultimo è andato a fare 15° con una bella rimonta senza errori, ma il problema è che al momento non ha ancora due manches nelle braccia dopo 7 mesi e mezzo senza moto (per la rottura del crociato del 2017, ndr). Nella seconda era partito meglio ed era addirittura 7°, ma ha dovuto mollare perchè non aveva più le forze e avrebbe rischiato di cadere e farsi davvero male: è stato penalizzato dal fisico. Max invece è andato bene: nella prima manche ha chiuso 13° con una piccola rimonta dopo una brutta partenza in una gara dal livello altissimo. Nella seconda, invece, è partito 11° ed è riuscito a fare 8°, tentando anche il sorpasso su Simpson negli ultimi giri: si è trovato bene con la moto ed era contentissimo, anche perchè sapevamo che ci sarebbe stato tanto da lavorare. Abbiamo perso qualche giorno per l’infortunio di Riola Sardo, eravamo partiti tardi presentando il progetto-MXGP a Eicma, come ricorderete, ed eravamo davvero in ritardo: è andata così, ma siamo contenti di questo debutto. Speriamo di migliorare gara per gara”.

Hai parlato delle precarie condizioni fisiche di Samuele Bernardini. Quando lo rivedremo al 100%?

”Penso dopo 3-4 GP. Prima la vedo difficile perchè il livello è alto, lui è ancora indietro perchè ha perso del tempo per l’infortunio e gli altri vanno davvero forte: ci vorranno 4 GP per tornare al 100%, dovrà recuperare il feeling con la moto e la condizione fisica. Non ha potuto provare tanto in moto e questo lo penalizza, oltretutto il livello è salito: sono cresciuti i piloti, sono cresciute le moto e Samuele dovrà lavorare”.

Tornando a parlare di entrambi i piloti, a che punto siete con lo sviluppo della TM 2018?

”Lo sviluppo della moto di Max Nagl verrà diluito su tutto l’anno, è un prototipo viaggiante. Quella di Samuele sarà anch’essa in continua evoluzione, ma dovremo fare modifiche minori rispetto alla moto MXGP: la TM 450cc è stata ferma quasi tre anni dopo Guarneri, e anche se ci siamo messi a lavorare velocemente e da noi è molto facile produrre modifiche al progetto perchè produciamo tutto in casa, c’è tanto da fare. Non costruisci una moto di altissima qualità in quattro e quattr’otto”.

Che indicazioni vi ha dato Nagl riguardo allo sviluppo della moto MXGP, sfruttando l’esperienza maturata tra KTM, Husqvarna ecc.?

”Max ha voluto più che altro adattare perfettamente la moto alle sue esigenze. Abbiamo lavorato tantissimo per quel che riguarda il setting delle sospensioni, facendo un lavoro esagerato e certosino perchè lui punta molto su quella parte della moto col suo stile di guida. Abbiamo lavorato anche sulle mappature, per trovare l’erogazione migliore e adattare il motore alla guida di Max Nagl, e inoltre ci siamo concentrati sulla frizione: lui punta tanto sulla frizione per le partenze e anche nell’arco della manche. Ci ha dunque chiesto di migliorarla: sinceramente ho notato che non la usa tantissimo in gara, ma vuole che anche non usandola funzioni in un certo modo, così da essere pronta all’occorrenza. Stiamo costruendo una moto a misura di Max Nagl, senza prendere soluzioni da altre moto o altre aziende con cui ha lavorato: abbiamo sviluppato la nostra moto, sfruttando anche il fatto di avere un solo pilota e non dover fare compromessi con un’eventuale seconda guida”.

Max Nagl, tra l’altro, era andato molto forte nella tappa mantovana degli Internazionali d’Italia: rientrava da un infortunio e ha chiuso 5°.

”Siamo rimasti stupiti anche noi, ci ha confermato di essere un pilota incredibile. Si è fatto male, ma ha recuperato in maniera stratosferica: è un pilota che lavora tantissimo, come un pazzo. E quando tu lavori, i risultati vengono di conseguenza: è organizzatissimo e fa tanto, e questo accelera la risoluzione delle varie problematiche e il recupero dagli infortuni”.

Max Nagl alla guida della TM 2018

Quale sarà il vostro obiettivo a lungo termine in MXGP ed MX2?

”In MX2 avevamo obiettivi alti, ma l’infortunio di Samuele Bernardini ci ha penalizzati perchè il recupero è davvero difficile: ne eravamo consapevoli, anche Cairoli negli anni scorsi aveva fatto tanta fatica a recuperare da uno stop simile, pur avendo un entourage decisamente più vasto. Non so sinceramente come andrà a finire per Samuele, puntavamo alla top-5, però adesso la vedo difficile e ho abbassato l’asticella a un piazzamento nei 10: ci possiamo sempre provare, anche perchè lui è un pilota che sa stupire ogni volta (come fece nel 2017 in Indonesia, vincendo una manche e facendo 2° nel GP), e potrebbe recuperare quanto perso in tempi rapidi. Lui è un pilota dalla grande inventiva, un artista e non uno di quei piloti costruiti: può fare di tutto. Con Max sogniamo di entrare nella top-7, ma è difficile: sarà più realistico un mantenimento della top-10 per tutta la stagione, chiudendo il 2018 in quella posizione nel Mondiale. In ogni GP ci sono 12-13 piloti che possono pensare al podio, è una categoria dalla qualità altissima: può succedere di tutto, anche per gli infortuni ecc, ma non oso pensare a qualcosa in più di una solida top-10. Questo sarà il nostro obiettivo per il primo anno con Max Nagl”.

Domenica 18 si correrà a Valkenswaard, domenica 25 sul circuito Redsand di Castellon (Spagna). Con quale spirito arrivate a questo doppio weekend iridato?

”Il Redsand è un circuito inedito per tutti. Per quanto riguarda Valkenswaard, sarà una gara molto molto dura per Samuele e forse meno dura per Max Nagl, ma credo che entrambi dovranno faticare per ottenere risultati di spessore. Però non demordiamo, andremo lì a fare la nostra gara, attaccando come facciamo sempre”.

Per quel che riguarda gli altri campionati in cui siete impegnati, come stanno andando le prime gare del 2018?

”Nell’enduro, Andrea Verona ha ottenuto un 2° posto assoluto nella prima gara del campionato italiano, anche se è stato primo per diverse speciali davanti a Salvini. Ha vinto la sua classe, e ieri ha fatto una gara di U23 e ha fatto primo assoluto. Anche Davide Soreca è andato molto bene, perchè ha vinto la sua classe, poi purtroppo si è fatto male subito: ha picchiato contro un paletto e si è rotto la mano, e ancora adesso mi chiedo come abbia fatto a finire la gara con una frattura scomposta della mano appena sopra il mignolo. È stato un grande, voleva vincere per non penalizzare il campionato italiano, sul quale puntiamo molto col 300cc 2T: adesso si sta curando ed è quasi guarito, confido che domenica 25 sia a posto per la seconda del campionato italiano e dia il massimo. Sono tutte e due primi nelle rispettive categorie, mentre Eero Remes correrà questa domenica la prima del Mondiale Enduro E2 in Finlandia e sulla neve: è una gara particolare, fare previsioni è quasi impossibile. Vedremo, si è preparato molto bene e correrà col 300cc 4 tempi, iniziando una nuova sfida con una moto alla quale tengo veramente tanto: speriamo che possa dare le soddisfazioni che ci aspettiamo da lui”.

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