Tre sconfitte in quattro duelli, e subito si parla della crisi del grande campione che l’anno scorso ha conquistato il 9° titolo mondiale e punta dichiaratamente a eguagliare il record di Stefan Everts (10 mondiali): quante volte abbiamo assistito a processi ”prematuri” nel mondo dello sport e soprattutto nel calcio, e ora anche Antonio Cairoli viene colpito da questa pratica molto diffusa nel Bel Paese.

Una rondine non fa primavera, e le sconfitte contro Jeffrey Herlings dal canto loro non fanno un ufficiale passaggio di consegne, perchè Antonio Cairoli ha ancora tanto da dare e tanto talento da mostrare nella MXGP 2018, e soprattutto perchè il distacco nei confronti dell’attuale tabella rossa del Mondiale è davvero contenuto: parliamo di sei punti, che non vogliono assolutamente dire nulla in un campionato che può riservare vari colpi di scena (anche se Herlings-Cairoli fanno un altro sport rispetto agli altri, almeno sin qui). Ma veniamo alle sconfitte di Antonio Cairoli, che non è mai sceso al di sotto del 2° posto negli MXGP d’Argentina (Neuquen) e d’Europa (Valkenswaard), e di fatto ha perso contro Jeffrey Herlings con un copione quasi predefinito: grande partenza, scatto con cui è riuscito a staccare tutti gli altri piloti, buon vantaggio e calo nei minuti finali che ha fatto rientrare l’olandese.

L’84 della KTM, che già aveva chiuso alla grande il suo 2017, ne ha approfittato per salvarsi dopo le consuete partenze pessime, lottare con Cairoli (fantascientifico il duello di Neuquen, tra sportellate e staccate al limite) e batterlo in tutti i confronti diretti, mostrando anche un pizzico di superiorità nel confronto mentale: di fatto, nella prima manche di Valkenswaard, abbiamo visto per la prima volta Antonio Cairoli senza il controllo della situazione, dato che l’improvviso rientro di Herlings l’ha fatto forzare fino a cadere e buttare via una vittoria che aveva in tasca. Una piccola scoria del duello perso in Argentina, ma anche la consapevolezza che l’avversario è già al 100% e Tony non ancora. Emblematico lo svolgimento di gara-2, con l’italiano che va in testa con oltre 10” su Jeffrey Herlings e poi, mentre l’avversario forza per accorciare le distanze, cala: l’olandese lo va a riprendere, annullando 10” di margine, lo supera e soprattutto gli infligge 4” all’arrivo. Il tutto in 10-12′ di gara, per un calo spiegabile solo in un modo.

L’età avanza anche per i campionissimi, e Cairoli, che dal punto di vista mentale e del lavoro fuori dalle piste non è secondo a nessuno, sembra aver studiato una preparazione volta più al lungo periodo che a una partenza sprint: mentre Herlings sembra essere già al 100%, Tony verosimilmente si trova intorno all’80% (non a caso, ha parlato di ”ritmo perso” e ”indurimento degli avambracci” per spiegare la sconfitta), e infatti è calato in due occasioni poco dopo i 25′ di gara. L’obiettivo potrebbe essere quello di trovarsi molto vicino al 100% nel GP italiano di Pietramurata (8 aprile), così da deliziare il pubblico del Bel Paese e prendersi la propria rivincita su Herlings: il distacco nel Mondiale permette di non allarmarsi troppo per questi secondi posti d’inizio stagione, e Antonio Cairoli è sempre apparso tranquillo ai microfoni, come se sapesse di avere ancora svariate carte da giocarsi per tentare di conquistare l’agognato 10° titolo. Chissà che il pronto riscatto non possa arrivare già dall’inedito MXGP di Spagna sul circuito Redsand di Castellon, una pista nuova per tutti che verrà affrontata domenica: il 222 risponderà colpo su colpo allo scacco al re tentato da Herlings e tornerà a incantare tutti a suon di vittorie? Ne siamo certi.

 

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