Dal nostro inviato ad Ottobiano, Marco Corradi

Ha lottato dall’inizio alla fine, Tim Gajser. Ad Ottobiano, ci ha messo tutto il suo immenso talento per inventare una rimonta da urlo in gara 1, terminata al sesto posto, e tenere testa allo scatenato Antonio Cairoli nella seconda manche. Avrebbe meritato almeno un successo parziale per l’impegno profuso, ma i piazzamenti odierni lo rilanciano ulteriormente in classifica generale. Il pilota sloveno classe 1996, campione del mondo in MX2 nel 2015 e in MXGP nel 2016, si è concesso ai nostri microfoni al termine del GP di Lombardia parlando del week end nel circuito pavese, del suo Mondiale sinora e degli obiettivi futuri.

Ciao Tim, come valuti il tuo week end?

«Sì, la seconda gara è stata ottima. Ieri sono caduto durante la gara di qualifica. Sono scattato dalla quattordicesima posizione. Nella prima manche non ho avuto il giusto start, mi sono ritrovato ventesimo e poi ho rimontato chiudendo sesto. Buon risultato, ma non pienamente soddisfacente. Nella seconda corsa, invece, sono riuscito a partire meglio».

È stata una giornata particolarmente dura per il caldo afoso. Come l’hai vissuta?

«A dire la verità ho sentito maggiormente il caldo nella prima manche. Nella seconda, tutto sommato, non era così male».

Hai avuto un bruttissimo incidente poco prima dell’inizio della stagione. Come valuti il tuo campionato sinora, anche alla luce dell’infortunio rimediato a Mantova?

«Certamente, l’avvio di stagione non è stato il migliore per noi. Nei primi due GP abbiamo impiegato parecchio tempo a tornare competitivi. Siamo comunque riusciti a tornare più forti, a migliorarci. Ora siamo entrati nella seconda parte di stagione. Farò del mio meglio, magari, salendo sul podio quando possibile».

Quindi pensi di potertela giocare con Herlings e Cairoli?

«Sicuramente».

Ultima domanda: qual è la tua impressione del circuito di Ottobiano?

«Ho girato tanto qui, in inverno. Certamente, le condizioni rispetto al GP sono molto diverse. Non è il mio circuito preferito, ma mi piace molto».

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