L’anno scorso Robert Kubica aveva sognato a lungo il grande ritorno in F1, senza riuscire nel suo intento. Dopo aver fatto ottimi tempi con Renault e Williams nei test privati, dimostrando di poter rientrare nel circus a svariati anni dall’ultima apparizione nel GP di Abu Dhabi 2010, infatti, il polacco si era visto preferire un pilota pagante per il sedile della scuderia di Grove: Williams aveva scelto Stroll e Sirotkin, lasciando a Kubica il ruolo di terzo pilota.

Robert, che negli anni è riuscito a sopperire ai problemi legati alla minor mobilità della mano gravemente danneggiata dall’incidente avvenuto nel rally Ronde di Albenga, ha svolto questo ruolo con serietà e abnegazione, senza mai lamentarsi o far notare la palese inadeguatezza del pilota che è stato scelto al suo posto. Sirotkin ha faticato in ogni gara, è andato a punti a Monza solo per demeriti e incidenti altrui e soprattutto ha mostrato evidenti limiti: di fatto, con quei due piloti, Williams è andata pian piano alla deriva, diventando la peggior monoposto del lotto. Il tutto nonostante il lavoro di Kubica, che ha speso ore ed ore al simulatore e provato tantissimi componenti (facendosi anche qualche sessione di libere, e andando più veloce del compagno), ma non ha potuto fare nulla contro i problemi economici e tecnici della scuderia di Grove.

In questi giorni Robert Kubica (nuovamente aiutato da Rosberg) sta cercando un sedile nella F1 2019, ma la sua ricerca sembra ormai impossibile: Williams sceglierà nuovamente il denaro (con Markelov, probabilmente), e le altre scuderie con posti vacanti (Toro Rosso su tutte) non sembrano intenzionate a dare una chance al polacco. E così, Kubica stesso ha dichiarato di essere pronto a valutare delle alternative in un’intervista rilasciata a Motorsport.com: ”Ho fatto tanti sforzi per avere una chance e tentare di essere sulla griglia di partenza a Melbourne nel 2019, ma se questo non dovesse accadere, allora prenderò in considerazione altri campionati e altre sfide. Quando non guidi una F1 a lungo, o lo fai ogni tre mesi nei test, è normale che serva tempo per ritrovare il feeling perfetto: è un po’ come se il miglior tennista al mondo venisse fermato sei anni, consentendogli di allenarsi solo un’ora prima di sfidare il vincitore di Wimbledon. Ovviamente farebbe fatica, come faccio io senza avere la chance di disputare tutta una stagione in macchina.

Ma quale sarebbe il futuro di Kubica? Tutti gli indizi sembrano portare al WEC (campionato nel quale avrebbe dovuto correre con ByKolles, fallito prima dell’inizio del Mondiale 2017), mentre la Formula E è una strada difficile da percorrere: ”L’endurance è una categoria completamente diversa dalla F1, ma ha qualche somiglianza. Sarebbe una bella sfida, e io amo le sfide: ti aiutano a spingerti oltre il limite”. E allora, un Kubica nell’endurance nel 2019 potrebbe essere tutt’altro che un’ipotesi remota. Ormai la F1 sembra aver respinto il polacco, purtroppo, e Robert probabilmente dovrà iniziare presto la ricerca di un nuovo sedile al di fuori del circus.

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