All-in. Sepang ci regala tre gare emozionanti, che finiscono con l’assegnare i due titoli mancanti: in Moto2 Pecco Bagnaia difende il suo vantaggio e conquista un meritatissimo campionato del mondo, e lo stesso vale per Jorge Martin, che vince e approfitta del 5° posto di Bezzecchi per conquistare la vittoria nel Mondiale Moto3. C’è spazio per la prima vittoria in carriera di Luca Marini, ma non per quella di Valentino Rossi: il Dottore aveva guidato per tutta la gara, ma è caduto a quattro giri dal termine sulla pressione di Marquez. Andiamo ad analizzare cos’è successo nella domenica di gare.

MOTOGP: ROSSI CADE SUL PIÙ BELLO, MARQUEZ VINCE– Dopo la rinascita di Maverick Vinales, ecco quella di Valentino Rossi e della Yamaha numero 46: il Dottore scattava dalla seconda posizione a Sepang, e ha disputato una gara magistrale, sbagliando solo nel momento topico e buttando via quello che poteva essere il grande ritorno alla vittoria, che manca da Assen 2017 e da 26 GP. La gara è entusiasmante: Rossi supera subito Zarco e prova a scappare, costruendosi un piccolo vantaggio. Lo insegue Marquez, e il margine arriva al massimo a 1”2: lo spagnolo inizia ad alzare il ritmo, guadagnando circa un decimo al giro a VR46, e tutto sembra portare a un duello finale per la vittoria che in realtà non arriverà mai. Succede tutto al 17° giro, quando Rossi perde l’anteriore (forse per l’usura delle gomme) e cade malamente, restando aggrappato alla moto e riuscendo a ripartire, ma perdendo tantissimo tempo: chiuderà 18° a un minuto, e vedrà Marc Marquez trionfare a Sepang. Marquez lo dirà a fine gara, ”non avrei mai vinto senza la caduta di Valentino”, e può esultare per la nona vittoria stagionale: precede Rins, che ha superato un ottimo Zarco nei giri finali, e lo stesso francese che chiude il podio. Quarto Vinales dopo una gara anonima, che lo vede precedere Pedrosa, uno scialbo Dovizioso, Bautista, Miller e Petrucci: 12° Morbidelli, caduti Iannone e Pirro.

La classifica iridata vede Marquez salire a quota 321 punti, +101 su Dovizioso, che ha un vantaggio di 25 punti su Valentino Rossi: il Dottore si ferma a quota 195, si condanna ad arrivare al massimo terzo nel Mondiale e ha Vinales a -2. Il Mondiale si chiuderà tra due settimane a Valencia.

MOTO2: MARINI, PRIMA VITTORIA. BAGNAIA CAMPIONE DEL MONDO– Vittoria a Luca Marini, titolo mondiale Moto2 a Francesco Bagnaia: è il riassunto della giornata perfetta per lo Sky Racing Team VR46, che esulta due volte. Da un lato il titolo mondiale di Pecco, autore di otto vittorie, tredici podi e sei pole position, dall’altro il primo successo in carriera del fratello di Valentino Rossi, che conferma la propria crescita e si candida ad essere uno dei piloti di punta della prossima stagione. La gara è stata corsa con grande tensione e attenzione da parte di tutti i piloti: Marini e Oliveira hanno lottato per la vittoria, e l’italiano ha avuto la meglio, vincendo con 1” di vantaggio sul portoghese e vicecampione del mondo. Alle loro spalle ha chiuso Bagnaia, che ha disputato una gara intelligente: non ha mai rischiato più del dovuto, ha controllato il rivale portoghese sapendo che sarebbe bastato il terzo posto per conquistare il Mondiale, e ha esultato al termine della corsa. Per lui il terzo posto e il titolo che va a premiare una stagione fantastica: ha preceduto Pasini, Quartararo, Baldassarri, Marquez jr (che sembrava destinato a dominare la corsa, dopo libere e qualifiche), Binder, Schrotter e Mir.

Bagnaia arriva così a quota 304 punti, +32 su Oliveira a una sola gara dal termine: il titolo è suo, mentre Binder ipoteca il terzo posto a quota 201 punti.

MOTO3: MARTIN, VITTORIA E TITOLO. BEZZECCHI SI ARRENDE– Viene assegnato anche l’ultimo titolo, e va al pilota che si è distinto maggiormente in questa stagione, e l’anno prossimo correrà in Moto2 con KTM e proverà a vincere subito il titolo: Jorge Martin conquista il suo Mondiale dopo una gara attenta, da pilota che è consapevole di essere migliore degli avversari nonostante un mezzo nettamente inferiore alla concorrenza. Sull’asfalto mezzo asciutto e mezzo bagnato d’inizio gara, Martin si mantiene nel gruppone e controlla, spingendo quando la pista si asciuga completamente e consente di rischiare. Lo spagnolo si è portato alle spalle di Bezzecchi, annullando il tentativo di fuga dell’italiano, e poi è andato al comando e si è reso imprendibile: una fuga inarrestabile, che l’ha portato anche a conquistare il titolo mondiale. Jorge se n’è accorto sul traguardo, quando ha visto che Bezzecchi non si trovava più alle sue spalle, ed era scivolato nel gruppone. L’italiano ha lottato come un leone, ma si è arreso nel finale, venendo superato da Dalla Porta, Bastianini e Arenas e chiudendo al quinto posto: per lui uno sfogo amaro a fine gara (”tutti hanno corso contro di me”) e le lacrime, ma dev’essere soddisfatto della propria stagione, che l’ha visto vincere tre gare e conquistare otto podi. Bezzecchi ha preceduto Di Giannantonio (sesto), Darryn Binder, Arbolino, Suzuki e Antonelli.

Jorge Martin vince così il titolo mondiale, salendo a quota 240 punti e coronando una stagione che poteva diventare un autentico dominio: lo spagnolo ha infatti ottenuto 11 pole e vinto 7 gare con nove podi complessivi, ma ha anche chiuso con quattro zeri e un paio d’infortuni (uno gli ha fatto saltare Brno) che hanno reso più equilibrato un Mondiale che in realtà sarebbe stato assolutamente senza storia. Martin vince il titolo, regalandolo a Gresini che non vinceva un Mondiale da Simoncelli, scomparso proprio in quella Sepang che gli ha restituito il titolo iridato: Bezzecchi è secondo a 26 punti, e dovrà difendere la piazza d’onore da Di Giannantonio, terzo a 35 punti dal leader.

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