Il 5 settembre è un giorno dalle tante ricorrenze, a tratti anche funesto: qualche ora fa avevamo ricordato assieme a voi Shoya Tomizawa, che perse la vita nel 2010 a Misano, e ora è giunto il momento di ricordare un grande della F1.

Stiamo parlando di Jochen Rindt, il primo e (per fortuna) unico campione postumo nella storia del circus: il pilota nato a Magonza (18 aprile 1942), ma diventato austriaco dopo essersi trasferito nel paese in seguito alla morte dei genitori nella 2a guerra mondiale, è stato per anni idolatrato per il suo stile aggressivo e spettacolare, che lo rendeva uno degli assoluti punti di riferimento per l’epoca.

Dopo la carriera nelle classi inferiori, l’esordio in Formula 2 (categoria che lo vedrà vincere 45 gare in 6 anni contro avversari come Clark e Hill) e la vittoria nella 24 ore di Le Mans 1965 in tandem con Masten Gregory, Jochen approda nella F1 nello stesso anno, guidando una Brabham. L’esordio non è eccitante (13° posto), la successiva esperienza con la Cooper-Maserati invece lo porta al 3° posto nel Mondiale 1966, ma è il legame con Lotus a trasformarlo in una leggenda: Rindt divide il box con Graham Hill, vince il primo GP a Watkins Glen nel 1969 e diventa il pilota di punta per il Mondiale 1970.

Jochen Rindt ripaga la fiducia vincendo cinque GP su 8 (tre ritiri), e arrivando di fatto a Monza con la possibilità di ipotecare il titolo, visto l’ampio vantaggio sui rivali: e proprio Monza lo vedrà spegnersi in quel tragico 5 settembre del 1970, dopo un tremendo incidente nelle qualifiche del GP italiano. Jochen perde il controllo della vettura appena prima della parabolica, la sua Lotus si schianta con un impatto tremendo contro il guard-rail e l’austriaco muore sul colpo a 28 anni: si è scritto molto sull’incidente, sul fatto che Colin Chapman avesse portato a Monza una Lotus molto ”scarica” e senza alettoni per sfidare la Ferrari e sulla scarsa resistenza di quella vettura (fu avviata anche un’indagine, come per Senna il piantone dello sterzo causò la morte del pilota), dato che le cinture di sicurezza si strapparono dall’abitacolo nell’impatto e le immagini furono terribili, ma i discorsi a posteriori non ci riguardano.

Jochen Rindt perse la vita a Monza 47 anni fa, ma vinse ugualmente il Mondiale grazie al successo di Fittipaldi nell’ultimo GP, che impedì il sorpasso di Jacky Ickx: è l’unico campione postumo nella storia di una F1 che ha fatto passi da gigante nella sicurezza, da quel tragico 5 settembre 1970.

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