Il circuito di Misano Adriatico ha regalato tante gioie e tante emozioni nei lunghi anni tra SBK e Motomondiale, ma è stato anche teatro di una delle più tristi tragedie degli ultimi anni: siamo nel 2010, il giorno di gara è proprio il 5 settembre, e si corre la gara della Moto2. Succede tutto in un attimo, nella più classica delle cadute di gruppo: il giro è il 12°, il tratto di pista è quello del ”curvone”, e il giovane Shoya Tomizawa perde l’aderenza dopo aver messo le ruote sull’erba sintetica.

La velocità è intorno ai 230 km/h, e gli accorrenti Alex De Angelis e Scott Redding non possono far nulla per evitare il 19enne nipponico, che proprio in quella stagione si stava imponendo all’attenzione generale nella neonata Moto2 (vittoria in Qatar, 2° in Spagna: le condizioni di Tomizawa sembrano subito disperate, e nonostante l’egregio lavoro dei medici a bordo pista e il trasferimento a Riccione, il giovane Shoya muore alle 14.19.

Seguiranno varie polemiche sull’opportunità di interrompere la gara e non far disputare la MotoGP, ma la Dorna opta per il classico ”the show must go on”, omaggiando Shoya Tomizawa nella seguente gara di Aragon: quest’oggi ricorrono i 7 anni dalla morte del giovane talento giapponese, e ci sembrava giusto omaggiare quel pilota capace di sfoderare sempre un grande sorriso, anche dopo ritiri o brutte prestazioni. Non ti dimenticheremo mai, Shoya.

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