Ci sono piloti che ti rimangono impressi, anche senza aver fatto grandissime cose nella loro carriera o aver conquistato fior di titoli mondiali: uno di questi è Norifumi Abe, nato il 7 settembre 1975 a Tokyo (quest’oggi farebbe 42 anni) e morto tragicamente il 7 ottobre 2007 dopo essere stato travolto da un camionista nel più classico e drammatico degli incidenti stradali.

Norick era tutto tranne che un pilota ordinario, e l’ha dimostrato in tutta la sua carriera, a partire da quella wild card nel GP del Giappone del 1994 che fece innamorare un giovane Valentino Rossi: come racconterà VR46 nel suo libro, ”c’era questo giapponese qui, con una carena tutta fluo, che faceva dei numeri incredibili”. E in effetti Abe i numeri li fa davvero. La sua è una gara strepitosa per un pilota alla ”prima” nel Mondiale 500, ma reduce dal titolo nazionale nell’anno precedente: Norifumi trova delle traiettorie che nessuno vede sul tracciato di Suzuka, effettua sorpassi al limite della fisica e resta a lungo in lotta per la vittoria, prima di cadere a due giri dalla fine quando le sue gomme decidono che non possono più sopportare le pieghe fuori logica del giapponese.

È un colpo di fulmine, quello che spinge Rossi a dare tutto per entrare nel Motomondiale (riguarderà quella gara ”almeno 4-5 volte al giorno” per mesi) e gli fa assumere agli esordi il soprannome di Rossifumi, con tanto di adesivo ”Rossifumi gambaté” sulla moto, ed è la gara che rivela al mondo il giovane pilota giapponese: Kenny Roberts gli offre un contratto per due gare e, dopo altrettanti sesti posti, lo conferma per due stagioni, venendo ben ripagato. Nel 1995 Norick ottiene il primo podio, nell’anno seguente ecco il primo successo in Giappone e il 5° posto nel Mondiale: sembrava il preludio a una moto ufficiale e a una carriera eclatante, e invece ecco che Abe passa al team di Wayne Rainey (l’ex pilota) e ottiene quattro podi: nel 1999, invece, ecco il trasferimento al Team d’Antin, che porta al pilota Yamaha il successo in Brasile (1999) e la vittoria a Suzuka nel 2000, l’ultima della sua carriera.

Sarà l’ultima vittoria di Norick, che continuerà a collezionare piazzamenti tra 500 e MotoGP (6° nel Mondiale 2002), ma poi vivrà un lento declino, diventando collaudatore e non riuscendo a rilanciarsi nel 2004 col Team Tech 3: Yamaha decide dunque di piazzarlo in SBK, senza grandi risultati, e gli ultimi passi della carriera di Abe vengono vissuti nel campionato giapponese, chiuso all’8° posto nel 2007, l’anno della sua tragica scomparsa. Norifumi Abe verrà però sempre ricordato come uno dei piloti più simpatici e affabili del Motomondiale, e per la sua sfrenata voglia di dare spettacolo in pista.

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