Il circuito intitolato a Marco Simoncelli è stato teatro di alcune battaglie epiche. Una delle sfide più belle di sempre risale al 2012 e vede contrapposti i piloti in lotta per il titolo iridato della Moto2: il capoclassifica Marc Márquez su Suter ed il diretto inseguitore Pol Espargaró su Kalex, distante 48 lunghezze. Il numero 93 scatta dalla pole position, ma la rottura del propulsore di Gino Rea fa interrompere la gara dopo soli 3 giri. Alla ripartenza della nuova corsa con 14 tornate, in testa c’è Andrea Iannone e l’abruzzese dà l’impressione di potersi giocare il successo fino alla fine. Tuttavia, alla lunga, emergono i due catalani e la contesa per la vittoria rimane un affare spagnolo.

Inizia l’ultimo giro, Pol è in testa, seguito a ruota da uno scalpitante Marquez. “MagicMarc” inizia a mordere gli scarichi del rivale. “Polyccio” sente il fiato sul collo, ma non si arrende ed allunga a sua volta le staccate. Trascorre mezza tornata ed il pupillo di Emilio Alzamora piazza l’affondo: frenata millimetrica e sorpasso alla Quercia, tornante molto tecnico. Il minore dei fratelli Espargaro non ci sta e replica nella curva successiva. Immediata replica di Marquez, che si infila in un pertugio impensabile. Rettilineo verso il curvone. “Polyccio” si riavvicina. Si sente forte, vede gli scarichi della Suter di Marc. Sfrutta la scia e prepara l’affondo al “Carro”, tornante lento e complesso. Sembra fatta quando la moto numero 40 si porta in testa, ma Marquez inventa una magia delle sue: sfrutta una traiettoria più larga per avere maggiore accelerazione, affianca l’avversario in uscita e va ad infilare un incredulo Espargaro nella staccata successiva. Sorpasso riuscito e prima posizione nuovamente riguadagnata. Pol tenta disperatamente di ritagliarsi lo spazio per un nuovo attacco, ma Marc alza il muro e va a conquistare un successo straordinario. È l’ipoteca per il secondo titolo mondiale in carriera. L’ufficialità arriverà il 28 ottobre, ma già in quel 16 settembre le speranze di vittoria finale di Espargaro naufragano malamente nel mare romagnolo

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