Direttamente dalla sabbia di Assen, l’università del motociclismo che si presta anche al Mondiale MXGP, eccovi le pagelle del weekend di gare che si è appena concluso.

Jeffrey Herlings, voto 10: Goffredo ci ha preso gusto, e ormai vuole spianarsi la strada verso le vacanze a suon di doppiette. Ad Assen ecco un nuovo assaggio del repertorio: rimonta in gara-1, dominio incontrastato e ceffoni agli avversari (staccati di oltre 30”) in gara-2. Il GP è suo, e se la sua intenzione è quella di mettere timore a Cairoli in ottica-2018, ci sta riuscendo benissimo. CANNIBALE IN ERBA

Antonio Cairoli, voto 10 e lode con bacio accademico: Semplicemente fantastico. C’è poco da aggiungere alla fantastica carriera di Tony, che quest’oggi ha messo l’ennesima pietra miliare al suo status di leggenda vivente del motocross: bastava andare a punti per conquistare il 9° titolo mondiale, ma il 222 le ha tentate tutte per vincere gara-1, venendo battuto solo in extremis dal compagno/rivale. In gara-2, complici i postumi del festone post-titolo, solo un 6° posto, ma 9 mondiali implicano l’ingresso tra i più titolati del motorsport azzurro insieme a Valentino Rossi e il nuovo avvicinamento ai 10 titoli di Everts. L’anno prossimo sarà durissima con questo Herlings, ma per il momento chissenefrega! LEGGENDA

Max Nagl, voto 7: Husqvarna l’ha scaricato per puntare tutto su Anstie (oggi 3° e 4°) e Paulin? E lui si ”vendica” facendosi rimpiangere: la pista di Assen rivitalizza Max, che effettua una grande seconda manche, prendendosi l’holeshot e conquistando un ottimo 2° posto. Come uscire dall’anonimato di una stagione non all’altezza delle sue doti. ANCORA TU, MA NON DOVEVAMO RIVEDERCI PIÙ?

Gautier Paulin, voto 5.5: Se da un lato Max Nagl torna grande, dall’altro il buon Gautier si riscopre piccino picciò: la pista di Assen funziona da kryptonite per il francese, che di colpo perde la continuità che aveva contraddistinto la sua stagione. O meglio, si affeziona talmente tanto all’8a piazza da centrarla in entrambe le gare: avrebbe rischiato di perdere il 3° posto nella generale, ma la dea bendata lo bacia e supporta. ANONIMO

Glenn Coldenhoff, voto 4: Cronaca del continuo, progressivo e drammatico declino di un pilota che aveva fatto vedere buone cose nella prima annata in MXGP. Ci aspettavamo tutti di vederlo davanti nella gara di casa, vista la sua KTM ufficiale, e invece eccolo recitare nuovamente da gambero: 6° in gara-1, drammaticamente 15° e doppiato in gara-2. I parenti l’hanno chiamato per chiedergli se corresse ancora: le tv non l’hanno mai inquadrato. MENO MALE CHE HERLINGS C’É

Clement Desalle e Tim Gajser, voto 0: Zero come i punti portati a casa da due piloti in evidente crisi di nervi e di stimoli: Desalle cade all’inizio di gara-1 e si fa male, chiudendo verosimilmente qui la sua stagione. Gajser invece effettua l’ennesimo cappottone del suo disastrato 2017 e viene ”consigliato” sul non presentarsi al via di gara-2: doppio zero per entrambi, sogni di podio svaniti per Desalle e l’ennesimo dramma psicologico per il campione in carica del 2016, che assomiglia sempre di più al Febvre post-iridato (Romain si è ripreso solo nel finale di quest’anno) e fatica anche a causa di una Honda tutto tranne che performante in questo finale di stagione. ASPETTANDO IL 2018

Jorge Prado, voto 9: 16 anni, per chi non lo sapesse, il vincitore del GP della MX2 ha 16 dannatissimi anni. Alla sua età noi giocavamo a PES e sognavamo di diventare calciatori, lui invece gira il mondo e, in un’età inconsueta per il motocross (di solito i big esplodono verso i 19-20) conquista manche su manche nella MX2. Assen diventa l’ennesimo luogo in cui piantare la sua bandierina, e nel 2018 il portacolori della KTM (già a podio a 15 anni) sarà uno dei serissimi candidati al titolo che sta per finire in casa di Jonass. ENFANT PRODIGE

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