A volte arriva il momento di smettere e dire basta, senza prolungare quella che stava diventando una lenta e inesorabile agonia: Ken De Dycker questo lo sa benissimo, e l’annata 2017, nella quale ha cambiato a metà stagione dal team Jtech Suzuki alla Honda 24MX con cui aveva corso nel 2016, ha bruciato tutti gli stimoli residui di un pilota che da qualche anno non riusciva più ad esprimersi al meglio.

E così, ecco la decisione di dire basta, e ritirarsi dal motocross e dalla MXGP al termine della stagione 2017: ”Ho corso 15 anni nei GP (in realtà 18, ndr) e penso sia giunto il momento di fare altro: la vita non è solo motocross, sono contento degli anni trascorsi nel paddock e ho tanti bellissimi ricordi, ma gli infortuni degli ultimi anni non mi consentono più di andare veloce come i migliori piloti. Non è divertente correre a una velocità diversa, per questo ho deciso di smettere”.

Keeno si ritirerà così a 33 anni (dopo il GP di Francia di domenica), e porterà via con sè il suo insolito e spesso efficace stile di guida, che l’aveva reso un unicum nel Mondiale MXGP: De Dycker, pilota dalla statura notevole (quasi 2m), guidava infatti con una posizione molto alta e sgraziata sul manubrio, come se stesse domando un cavallo impazzito, ma non senza ottenere grandi risultati. Nei 175 GP corsi dal 1999 in poi, Keeno ha ottenuto 15 vittorie e sei top-5 nella classifica iridata della MX1/MXGP, guidando la Suzuki ufficiale (3° posto nel Mondiale 2008, 3 GP vinti), Yamaha, Honda e KTM: per la casa austriaca, il belga è stato pilota Factory al fianco di Cairoli dal 2012 al 2015, risultando il miglior scudiero per Tony e chiudendo 3° nel Mondiale 2013.

Nello stesso anno è arrivato il successo nel Motocross delle Nazioni, nel quale proprio Keeno trascinò il Belgio con due grandi manche nella MX1 (dopo tre apparizioni nella Open e tre podi), annullando il ”malus” della caduta di Desalle: ora, per De Dycker, il ritiro e una nuova vita.

 

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