Ci sono state auto improbabili anche nella 24h di Le Mans, che ha spesso aperto le porte a vetture a dir poco insolite, vicine al ridicolo e meritevoli di essere ricordate: la più famosa di tutte è la Nissan Deltawing, vettura che venne ammessa alla Le Mans 2012 come vettura sperimentale (i cosiddetti ”Garage 56”).

Si tratta di un prototipo disegnato da Ben Bowlby, iscritto alla Le Mans dopo essere stato rifiutato dalle Indycar Series, e progettato con un’idea rivoluzionaria: carico aerodinamico ridotto ai minimi termini e musetto ”da formichiere”, due componenti che vanno a costruire una vettura al limite dello sgraziato, ma molto più leggera di quelle che si vedono solitamente nel Mondiale Endurance (basti pensare che il sistema frenante pesa la metà di quello di una vettura normale) e pensata per sfrecciare nei rettilinei. Idea rivoluzionaria, ma non molto efficace, dato che nelle qualifiche la Nissan Deltawing (iscritta come LMP1 e affidata a Marino Franchitti, Michael Krumm e Satoshi Motoyama) si piazza 29a a quasi 19” dai leader, mentre in gara si deve ritirare al 75° giro: fatale un contatto con Kazuki Nakajima, che porta l’auto (ufficialmente biposto) a schiantarsi contro le barriere e danneggiarsi irrimediabilmente dopo aver lottato con le migliori LMP2.

La Nissan Deltawing viene ”declassata” alle categorie inferiori, finendo prima nelle American Le Mans Series e sparendo poi dalla circolazione a fine 2016, quando questo tipo di vetture viene vietato, ma Bowlby non si ferma: il progettista americano decide di ricreare una vettura simile, la Nissan Zeod RC, iscritta come prototipo alla 24h di Le Mans 2014 e ritirata dopo poco per problemi al cambio. Una macchina alimentata da un motore ibrido elettrico con batterie al litio capaci di farla sfrecciare a oltre 300 km/h in rettilineo, ma ancora più brutta della precedente: è Nissan ad aver regalato le auto più insolite della 24h, entrando a suo modo nella storia.

La Nissan Zeod RC: avete mai visto auto più brutte?

 

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