Non c’è storia. Attualmente, Jonathan Rea è imbattibile. Il campione del mondo in carica tramuta la superiorità espressa in prova disputando una corsa perfetta dal primo all’ultimo metro. Il ritmo dell’alfiere della Kawasaki si rivela insostenibile per tutti e, già prima di metà gara, il nordirlandese diventa imprendibile per gli altri piloti. Decima vittoria di questo 2017 per il Cannibale verde, la numero 48 in carriera, a sole quattro lunghezze da Troy Bayliss, a meno undici da Carl Fogarty. Numeri che indicano un verdetto inequivocabile: Johnny ormai si misura con i miti di sempre e potrebbe riscrivere i numeri di questa categoria. Semplicemente un marziano, tanto bello nella guida quanto spietato nei momenti topici della stagione. E questi 25 punti pesano moltissimo in classifica generale perché arrivano in coincidenza con lo stop forzato di Tom Sykes, costretto ad osservare malinconicamente a bordopista, dopo il gravissimo incidente del mattino nelle prove libere. Ora il divario tra i due è di 95 lunghezze. Un solco quasi incolmabile.

Seconda posizione da applausi per un ottimo Chaz Davies: il ducatista rimpiange l’errore in qualifica che lo costringe a partire dalla terza fila, con conseguente rimonta in gara. Il britannico esibisce la consueta serie di sorpassi e di traversi e si prende la piazza d’onore, superando il compagno di squadra Marco Melandri. Il ravennate rischia grosso nel finale, quando, complice il decadimento delle gomme, viene ripreso da uno scatenato Leon Camier. Il pilota della MV Augusta si porta vicinissimo all’avversario, ma non trova il varco per il sorpasso all’ultimo giro.

Buona gara anche per Michael Van der Mark, quinto su Yamaha, a dimostrazione che ad Iwata hanno scelto bene il sostituto di Valentino Rossi ad Aragon. Deludono le Aprilia: Eugene Laverty e Lorenzo Savadori mostrano un buon passo solamente nei primissimi giri, prima di accusare un forte calo. Problema di gomme? Assetto sbagliato? Il mistero permane.

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