Scopritore di talenti, precursore e mecenate, fino al punto da rischiare il tracollo finanzario: Giancarlo Minardi è il personaggio che andiamo a celebrare quest’oggi, e compie 70 anni il 18 settembre dopo una carriera spesa a lanciare svariati piloti che hanno fatto la storia della F1.

Minardi nasce coi motori nel sangue, perchè quando tuo padre è il gestore della più antica concessionaria Fiat della storia (dal 1927), il tuo destino è segnato: qualche esperienza da pilota per il giovane Giancarlo e poi via verso un futuro da proprietario di scuderia, che nasce in F3000 con la Scuderia del Passatore, poi diventata scuderia Everest nel 1974 per questioni di sponsor. Il passaggio al nome Minardi Team arriva nel 1980, l’esordio in F1 nel 1985 con una scuderia molto minimal e motori Cosworth: il budget è quello che è, e così alle dipendenze di Minardi ci sono solo 10 meccanici e un pilota, il talento Pierluigi Martini.

Il primo punto arriva nel 1988, nel 1991 ecco la motorizzazione Ferrari e il 7° posto nel Mondiale costruttori: poi iniziano i problemi economici, il rischio-fallimento e la cessione a Paul Stoddart, che a sua volta vende la scuderia alla Red Bull, che la trasforma in Toro Rosso. Finisce un’epoca, quella di un costruttore che ha lanciato metà dei talenti della Formula 1 attuale e degli anni Duemila: hanno iniziato la loro carriera con Minardi piloti ottimi o di livello Alboreto, Alonso, Fisichella, Nannini, Trulli, Webber e Zanardi, oltre a buonissimi collaudatori come Badoer e Gené e cavalli pazzi come Verstappen.

Certo, ci sono stati anche flop alla Mazzacane, ma Giancarlo Minardi e la Minardi resteranno un assoluto punto fermo nella storia della F1, con un grande rammarico, quello di non aver ingaggiato Ayrton Senna: era stato Minardi a scoprire Senna e offrirgli un contratto quando correva in Formula Ford, ricevendo un cortese ”no grazie” perchè il brasiliano ”puntava a vincere un Mondiale entro il 1988”. Detto, fatto, con Ayrton che però resterà per sempre un amico di Giancarlo Minardi, al punto da fargli una promessa al termine della stagione 1993, quella della rottura con McLaren e del successivo passaggio in Williams: come ricorda lo stesso Minardi, Senna gli disse ”Giancarlo, batto il record di Fangio, vinco 5 Mondiali e poi vengo a correre un anno da te per far diventare grande la Minardi”.

Non accadrà mai, dato che Ayrton morirà nel tragico schianto di Imola.

 

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