Due titoli iridati SBK e poi un doloroso ritiro a soli 31 anni: James Toseland è stato uno dei piloti più apprezzati delle derivate di serie, salvo poi intraprendere un percorso totalmente diverso.

James Michael Toseland, per gli amici Jamie e per gli addetti ai lavori ”Il pianista” (soprannome nato dal suo stile di guida armonico, ma anche dal fatto che è diplomato al conservatorio in pianoforte), nasce il 5 ottobre 1980 a Sheffield, e inizialmente non ha affatto in mente la Superbike: i suoi inizi avvengono nel trial e nel motocross, ma nel 1997 Toseland viene catapultato nella Superbike inglese con una Honda 600, e conclude il campionato d’esordio al 3° posto. Un’epifania che gli consegna una nuova vita: Jamie fa il suo esordio nella SBK nel 2001, ottiene il primo podio ad Assen 2002, la prima vittoria a Oschersleben nel 2003 (con tanto di 3° posto nel Mondiale), e nel 2004 è iridato a 24 anni con Ducati.

Continuità, stile di guida aggressivo, ma anche una condotta di gara ragionata: sono queste le caratteristiche di James Toseland, che nell’annata del suo primo titolo SBK conquista 14 podi (ma sole 3 vittorie di manche) su 22 manches disputate, strappando l’iride al compagno Regis Laconi a Magny-Cours. Il 2005 di Toseland è un incubo, nel 2006 eccolo passare al team Honda Ten Kate, con cui torna a trionfare nel 2007: l’annata è simile al 2004 per la percentuale di podi, 14 su 26 manches, ma stavolta i successi sono solo 8. Un dominio che però viene minato dal ”braccino” (una serie di settimi-ottavi posti) che porta Jamie a vincere il titolo solo all’ultima gara, ancora una volta lì, a Magny-Cours.

È il punto più alto della sua carriera, e così il britannico lascia la SBK da vincente, tentando la MotoGP col team Yamaha Tech 3: i risultati nel biennio nel Motomondiale sono deludenti, con una sfilza di sesti posti e nessun podio, e nel successivo ritorno in Superbike Jamie Toseland vive un’esperienza traumatica con Yamaha, finendo col diventare la seconda guida dietro Crutchlow, e un calvario con BMW. Qui il britannico si lesiona un’articolazione del polso destro e a settembre, dopo essersi accorto di non riuscire più a guidare come prima, saluta la compagnia e si ritira.

Proprio da questo addio a 31 anni nasce la nuova vita di James Toseland: l’ex pilota prima fa da coach a Danny Kent, poi tenta il record di velocità motociclistica al circuito delle saline di Bonneville (già noto per i tentativi con le auto), ma in realtà il suo primo e unico amore è quella musica che aveva accantonato per correre in pista. Jamie rimette in piedi la sua vecchia band, i Crash, e poi intraprende una nuova carriera allontanandosi dai vecchi amici e formando un gruppo col suo nome: i ”Toseland”, dei quali è frontman, cantante e scrittore di testi. Attualmente è ancora all’interno di questo gruppo, del quale vi forniamo un piccolo assaggio.

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