Un recupero incredibile, nato da una forza d’animo altrettanto notevole e da quel pizzico di follia che ha accompagnato Valentino Rossi per tutta la sua carriera, e non l’ha mollato neppure ora, a 38 anni suonati e dopo una brutta frattura a tibia e perone durante l’allenamento con la moto da enduro.

VR46 si era fatto male il 31 agosto e sembrava dover saltare anche il GP di Aragon, dopo quello di Misano, ma alla fine ha vinto la voglia di correre di un campione che non ne poteva più di stare in panchina, e ha sofferto come un cane nel guardare la gara di casa dalla tv insieme al simpatico gatto Rossano (in onore di Brazzi?): nasce così il primo test effettuato a Misano a soli 18 giorni dall’infortunio, quattro giri prima che venisse a piovere con una Yamaha R1 stradale, e la ”replica” effettuata ieri per una ventina di giri complessivi.

Test importanti (anche se la gara è tutta un’altra cosa) che, sommati al via libera ricevuto quest’oggi dai medici che l’hanno operato e hanno constatato l’ottima ripresa del Dottore, hanno reso possibile quello che sembrava un sogno irrealizzabile: Valentino Rossi partirà per Aragon, dove domani dovrà ottenere il via libera dai medici della MotoGP prima di poter correre nelle libere. E, una volta ricevuto quel via libera, inizierà la sfida più dura, perchè effettuare un test con una moto stradale è un conto, correre con la M1 un altro: se le sensazioni delle libere saranno buone, allora VR46 gareggerà e proverà a sfidare il dolore, altrimenti via libera a van der Mark, ”eletto” come suo sostituto e portato comunque ad Aragon come pilota di riserva (niente tre moto, dunque per Yamaha: l’olandese gareggerà solo se Rossi darà forfait).

Un recupero, quello di Rossi, che ha entusiasmato i tifosi del Dottore, ma anche Valentino stesso, che ha rilasciato le prime dichiarazioni: ”Fortunatamente, ieri ho fatto una buona prova con la mia Yamaha R1 a Misano: avevo provato anche il giorno prima, ma la pioggia mi aveva fermato dopo qualche giro. Ieri sono riuscito a completare 20 giri e trovare le risposte che stavo cercando. Alla fine il test è stato positivo e ringrazio il dottor Lucidi e il suo staff che mi hanno aiutato a trovare le soluzioni migliori per sentire il minimo dolore possibile nella mia gamba durante la guida. Ovviamente alla fine del test ho avuto un po’ di dolore, ma questa mattina sono andato dal dottor Pascarella per un controllo medico, e ne è uscito un risultato positivo. Alla fine ho deciso di partire per Aragon e cercherò di guidare la mia M1 nel fine settimana. Se sarò dichiarato idoneo a correre, avrò la vera risposta dopo le libere 1 perché la guida della M1 rappresenta una sfida maggiore. Vedremo. Ci vediamo ad Aragon”.

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