Un cognome importante per un talento importante: quando leggiamo la parola ”Cairoli”, ormai tutti pensiamo a Tony, il dominatore del Mondiale motocross, ma il cognome ”Cairoli” viene portato in alto anche da un giovane talento dell’endurance italiana.

Stiamo parlando di Matteo Cairoli, pilota nato il 1° giugno 1996 e attualmente impegnato con ottimi risultati nel Mondiale Endurance, nel quale corre nella classe GTE-Am con Porsche e sta lottando per il titolo iridato: Matteo non è il classico pilota nato sui kart e cresciuto altrove, perchè la sua carriera inizia di botto a 16 anni, quando sale su una monoposto e non scende più. Le prime corse iniziano proprio nel 2012 dopo aver preso la licenza da pilota, nel 2014 ecco quella Formula Renault 2.0 Alps che lo mostra al mondo e fa da apripista alla sua nuova sfida: è la Carrera Cup a far notare Matteo Cairoli dalla Porsche, che da qualche tempo pensa anche ai giovani talenti e ha creato il suo junior team in stile-Red Bull.

Cairoli viene inserito nello Scholarship Program di Porsche, vince la Porsche International Cup Scholarship Challenge nel 2014 e ottiene un contratto con la Porsche del team Project 1 per correre nella Porsche Mobil 1 Supercup, nella quale mostra ancora una volta le sue doti: l’ascesa all’interno dei ranghi-Porsche è rapida e produttiva, e lo porta nel 2017 a fare il suo esordio nel Mondiale Endurance.

È proprio Porsche a far esordire il talento del suo Junior Team, inserendolo nell’equipaggio con Dienst e Ried e affidandogli la Porsche 911-NSR del team Dempsey (Patrick Dempsey)-Proton Racing: i risultati sin qui hanno dato ragione a Porsche, col terzetto che ha ottenuto il 3° posto nella 6h di Silverstone, il 2° in quella di Spa, il 3° nella 24h di Le Mans e vinto le 6h del Nurburgring e del Messico, guidando per qualche settimana la classifica iridata della classe LMGte-Am con 10 punti sulle Aston Martin. La 6h di Austin invece è stata deludente, con un 4° posto che ha fatto perdere a Matteo Cairoli la leadership iridata per quattro punti, ma l’azzurro potrà rifarsi e crescere di anno in anno grazie alla partnership con Porsche.

La casa tedesca, infatti, lascerà la classe dei prototipi, ma vorrebbe proseguire nel WEC proprio con le GTE, aumentando le responsabilità affidate ai suoi giovani, tra i quali spicca proprio l’italiano, un talento che diventerà un grande pilota.

Matteo Cairoli alla guida della Porsche del team Dempsey-Proton Racing

 

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