Come se non bastassero gli evidenti problemi di gestione dei motori riscontrati nel campionato 2017, con le mille sostituzioni delle componenti nelle McLaren-Honda e le penalità a pioggia comminate nel GP di Monza, ecco una decisione che farà discutere in F1.

Durante l’ultima riunione del World Motorsport Council, infatti, la FIA ha annunciato che dal 2018 le power unit disponibili e utilizzabili dalle squadre prima di incorrere in penalità verranno ridotte a tre. Tre soli motori per 21 GP (sarà questo il numero di gare del prossimo Mondiale), uno in meno rispetto alla stagione attuale, nella quale i problemi sono già tanti e diffusi. E non è finita qui, dato che nella stessa occasione la Federazione Internazionale ha comunicato che nel 2018 verranno dimezzate le centraline ERS, le batterie ERS, i motori MGU-K e le centraline elettroniche utilizzabili, che passeranno da quattro a due.

Un taglio consistente, che va a mettere in difficoltà i fornitori di motori e anche le squadre ”satellite” che acquistano da altri le power unit: con questo cambiamento, annunciato a fine settembre e dunque quando i motori erano già in fase di progettazione/realizzazione/sviluppo, andranno aumentati i test al banco, e di conseguenza verranno incrementati i costi d’acquisto.

Oltre, ovviamente, al prevedibile calo dell’affidabilità di power unit che saranno ”trascinate” per 7 gare o più: e pensare che Niki Lauda e Christian Horner avevano spinto per aumentare power unit e componenti (dalle 4 attuali a 5-6) nella prossima stagione, ricevendo invece l’effetto contrario in quella che è l’ennesima follia di una F1 sempre più costruita a tavolino da dei regolamenti cervellotici.

 

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