Velocity, mud and glory: per Antonio Cairoli, questa è l’essenza del motocross, e Giove Pluvio lo prende troppo sul serio regalandoci un Motocross delle Nazioni fangoso atque parecchio bagnato, che aumenta spettacolo e… distacchi. Lo vince ancora la Francia (4a volta consecutiva) davanti a Olanda e Gran Bretagna, l’Italia chiude 7a patendo l’assenza di tre piloti costanti o da top-10 fissa (è così che si vince) e la scarsa forma di Cervellin (23° e 27°), e sono tanti i protagonisti a Matterley Basin. Ecco le nostre pagelle dell’MX of Nations.

TEAM FRANCE, VOTO 10 E LODE- Un esempio di costanza, la vittoria di chi non ha il pilota più forte in assoluto o il più in forma (vedi alla voce Slovenia, Olanda e stavolta Gran Bretagna), ma tre corridori capaci di mettere insieme una serie di ottimi piazzamenti. 2°, 3°, 3°, 6°, 6° e 14°, un risultato quest’ultimo che viene scartato per il regolamento che ”toglie” il peggior piazzamento: Christophe Charlier (sostituto eccelso di Ferrandis), Romain Febvre (che ha un solo blackout, e quando sa di essere agevolmente terzo) e Gautier Paulin disputano un Nazioni eccellente, ottengono 20pti e trionfano per distacco. 4° successo consecutivo per la Francia, e per noi TANTA INVIDIA.

MAX ANSTIE, VOTO 10: ”Succede tutto per una ragione”, e la ragione magari sei tu, vittoria: tremare al sabato dopo una caduta tremenda, con un doppiato che impazzisce e ti travolge in volo, e poi trionfare il giorno seguente si può, e Max Anstie ci dimostra per l’ennesima volta di essere l’equivalente motoristico di Brozovic e Ortega. Quando ha voglia di mostrarci il suo enorme potenziale, il britannico è capace di stravincere e convincere, e Matterley Basin lo dimostra: doppia vittoria, sia nella MXGP+MX2 che nella MXGP+Open, resistendo nell’ultima manche al rientro di un Herlings on fire (strano…), e successo nell’overall della classe regina. Giornata magica per lui, completata dal 3° posto britannico in casa. MIRACOLATO

JEFFREY HERLINGS VOTO 9: Goffredo è nella forma migliore, ma si trova davanti nella MXGP+Open un Anstie ingiocabile e indomabile: il suo bilancio è di un 2° posto in quella manche e una vittoria nella MX2+Open, ottenuta rimontando nel finale Febvre dopo una caduta iniziale. Senza quella, avrebbe stravinto come piace a lui, dando 30” agli avversari e andandosi a prendere un caffè mentre li aspetta all’arrivo. Insomma, l’MX of Nations conferma la sua forma strepitosa, che però non porta al successo l’Olanda: gli oranje pagano un Coldenhoff così così e l’assenza di un top player in MX2 (Bogers è un onesto pilota, nulla di più), o forse semplicemente capiscono che Herlings non può sdoppiarsi e correre in tutte le categorie (anche se gli piacerebbe). Purtroppo per Goffredo, le sue superprove ancora una volta non valgono un titulo, un destino condiviso col povero Tim Gajser (2° e 5°), solitario nella Slovenia. SALVATE IL SOLDATO GOFFREDO

HUNTER LAWRENCE, VOTO 8: A proposito di piloti on fire, ecco a voi Hunter Lawrence, l’uomo che ha sorpreso nel finale di stagione della MX2 e si trova assurdamente senza moto per l’addio di Suzuki: il pilotino australiano regala sogni da podio (subito spenti) ai suoi, riuscendo nella doppia impresa di chiudere 4° in una manche piena zeppa di superbig della MXGP e 8° nella manche coi pilotoni della Open. Ah, l’ottavo posto gli va pure stretto, dato che era terzo davanti a Lupino e in strepitosa rimonta, prima di cadere malamente. NEXTGEN TALENT

ALESSANDRO LUPINO, VOTO 7+: Veniva dall’ennesima stagione tribolata, e onestamente non ci aspettavamo molto da lui, che veniva addirittura considerato l’anello debole dell’Italia: invece la maglia azzurra e l’aria di MX of Nations trasformano Lupino in un autentico lupo, che azzanna gli avversari e tiene il podio della MX2+Open fino all’ultimo giro. Cede alla stanchezza e a Zach Osborne nell’ultimo giro, chiudendo 4°, e nella manche MXGP+Open chiude 18° subendo le scorie della gara precedente, ma è comunque suo il miglior piazzamento azzurro in questo MXoN. APPLAUSI PER LUPINO

ANTONIO CAIROLI: VOTO 5,5: Come a volte gli capita, le manche in condizioni estreme, con un tracciato estremamente fangoso e altissimi rischi di disastro, trasformano il nostro Tony in un gattino impaurito e calcolatore, che non riesce ad esprimere tutto il suo potenziale: l’11° posto nella MXGP+MX2, ottenuto solo con una rimonta dalle retrovie dopo una partenza degna del miglior Moviola Gonzalez (sì, il cugino di Speedy), lo dimostra, e la brutta partenza nell’ultima manche ne è la definitiva conferma. Certo, chiude 7° e dà comunque il maggior contributo all’Italia, ma da un campione come lui ci aspettavamo che lottasse coi migliori. COMPITINO

TEAM AUSTRALIA, VOTO 4: Avere un pilota di altissimo livello, sognare il podio alla fine della seconda manche e distruggere quel sogno nella terza: è questo l’interessante piano di gara dell’Australia, che si distrugge con le pessime prestazioni di Gibbs e Ferris nella MXGP+Open (19° e 23°), vanificando gli sforzi di Hunter Lawrence. E, se Gibbs è giustificabile perchè aveva dato tutto nella manche precedente chiudendo 5°, Ferris finisce alla gogna: un pilota del suo calibro, che aveva dato tanto all’Australia e al motocross sommando una buona serie di 5°-6° posti negli scorsi Mondiali prima di tornare al Supercross, non può chiudere con un 22° e un 23° posto di fronte al gotha mondiale. TAFAZZI

TEAM USA, VOTO 0 (PERCHÈ NON SI PUÒ DARE MENO): Anonimi, inconcludenti, di fatto presenti con un solo e vero pilota, quello Zach Osborne che chiude 10° nel confronto coi migliori della MXGP e della MX2 e poi ”uccella” Lupino nel giro finale della MX2+Open, strappandogli il 3° posto. Con due piloti di livello al suo fianco sarebbe podio, e invece ecco un autentico disastro, con Thomas Covington sorprendemente anonimo (17° e 22°) e Cole Seely semplicemente imbarazzante. E forse imbarazzante è riduttivo, per un pilota che ha battuto la concorrenza dei vari Tomac e Barcia, e chiude con un 33° posto e una caduta dopo pochissimi metri, dimostrandosi totalmente inadeguato: come scrivevano alcuni fan USA nei commenti alla diretta delle gare, ”Carmicheal (38 anni, ritirato nel 2011 e leggenda del Supercross) in pantofole avrebbe fatto di meglio”, e come dargli torto. AH, C’ERAVATE ANCHE VOI?

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  1. […] al servizio di altri, che sembra dare i suoi frutti, dato che Wilson si è ben comportato nel Motocross delle Nazioni, chiudendo 7° e 8° nelle due manche disputate nella categoria […]

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