Tra acqua, tempo autunnale e champagne, andiamo con le pagelle sulla Superbike. Tra un Re incoronato, veri duri, alti e bassi e delusioni:

Jonathan Rea voto 10: anche questo tabù è caduto al cospetto del Re. Nessuno era mai riuscito a vincere tre titoli mondiali consecutivi in Superbike. Lui, il Cannibale, lo fa in scioltezza, dominando in lungo ed in largo, dall’inizio alla fine, dalle Alpi alle piramidi, dal Manzanarre al Reno, da Philip Island a Laguna Seca. A Magny Cours conquista il campionato con cinque manche d’anticipo, vincendo anche la gara, cosa che nelle due occasioni non gli era riuscita. Ma si sa, Rea è un perfezionista. E poco importa se in gara 2 viene incolpevolmente estromesso dalla contesa per un incidente. DIVINO

Tom Sykes voto 8,5: alla faccia del convalescente! Lo zio Tom stavolta tira fuori una performance tutta cuore e grinta. La mano fratturata e rimessa in sesto con viti e placche varie non lo frena più di tanto. In gara 1 è encomiabile la sua resistenza. Sa che Johnny ha il Mondiale in tasca, ma c’è modo e modo di arrendersi. Meglio rendergli la vita difficile. La resa è dignitosa ed anche nella battaglia per il secondo posto contro Melandri lotta come un leone, arrendendosi solo nel finale. Opaco in gara 2. LEONIDA

Chaz Davies voto 8: ancora una volta, week end dai due volti per il gallese della Ducati. In gara 1, resiste al ritmo di Rea solamente nei primi giri. Poi viene afflitto da diversi problemi di elettronica che gli fanno ballare il tip tap ad ogni curva. In gara 2 è tutta un’altra musica e stavolta è lui che conduce le danze. Lento, liscio, samba: non c’è ballo che lo spaventi stavolta. Settimo successo nel 2017. Peccato solamente per i tanti zero. LENTO / VELOCE

Marco Melandri voto 7: giudizio simile a quello del compagno di team, ma con le gare invertite. Nella prima manche, Macho inventa una rimonta da urlo, arrivando a stampare temponi clamorosi. Addirittura arriva a raggiungere Sykes e a batterlo nella lotta per la seconda posizione. Insomma, sembra il Melandri dei bei tempi. Poi arriva gara 2 e Marco… va in crisi. Improvvisamente, non trova le misure e sembra un gatto in mezzo al nubifragio. Una debacle veramente inattesa. ALTI E BASSI

Leandro Mercado voto 7: ma che guerriero! Alla vigilia della gara in pochi nutrono grandi speranze su di lui. Ed invece, pian piano, il ragazzo inizia a carburare mostrando di avere un talento molto interessante. Veloce sul passo gara, aggressivo al punto giusto, determinato, porta in alto la sua Aprilia. Esaltante la sua gara 2, con un duello all’ultimo respiro con un pilota più navigato di lui come Melandri. RIVELAZIONE

Yamaha voto 7: prima gara non esaltante, con un Lowes in buona posizione ed un Van der Mark più attardato. In gara 2 il mondo si capovolge e la casa di Iwata piazza addirittura due moto sul podio. Roba da bei tempi con Haga e Corser. Nostalgia canaglia. Speriamo che sia un bel segnale di crescita per le prossime gare. Una competitività ritrovata potrebbe dare più pepe ad un Mondiale monopolizzato da Rea-Kawasaki. RITROVATI

Aprilia voto 5: era tutto bello, anzi bellissimo. Poi quell’ultimo giro. Mannaggia, che male vedere Lorenzo Savadori fermarsi a bordo pista per un problema meccanico, proprio mentre pregustava un quarto posto meritato. Purtroppo i ragazzi di Noale ogni week end non riescono a concretizzare quanto di buono fatto nel corso delle libere. Un vero peccato. Riproviamoci alla prossima. RICOMINCIAMO

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