I record sono fatti per essere infranti. Così recitava lo slogan di una famosa marca di abbigliamento sportivo. Jonathan Rea ha fatto sua quella frase, imprimendosela bene in mente all’inizio di questo campionato. Nessun pilota nella storia della Superbike era mai riuscito a vincere tre Mondiali consecutivi prima di lui. In questa impresa aveva fallito il grande King Carl Fogarty, stoppatosi sempre a due titoli alla volta. Nemmeno l’altra grande leggenda della categoria, il mitico Troy Bayliss, aveva raggiunto un traguardo del genere. Ce l’ha fatta Johnny, nordirlandese classe 1987 dotato di talento purissimo. Ha conquistato tre iridi consecutivi e con una facilità incredibile. Nella prima stagione, ha dominato con 14 centri ed il secondo miglior punteggio della storia della Superbike, alle spalle solamente di quello stabilito da Colin Edwards nel 2002. Nello scorso campionato, ha attaccato e vinto tantissimo nella prima fase, limitandosi ad amministrare nel finale, senza mai vedere seriamente minacciata la sua leadership. Nel 2017, ha scavato gara dopo gara un solco incolmabile per tutti i diretti concorrenti, Chaz Davies e Tom Sykes. Finora, sono 12 i suoi successi stagionali, più di metà delle manche disputate (22). Aggiungiamo che in questo triennio, Rea si è ritirato in 5 occasioni e sempre per problemi di natura meccanica. Una dimostrazione di forza schiacciante.

I detrattori possono affermare che i successi del Cannibale derivino dalla superiorità della sua Kawasaki rispetto al resto della concorrenza. Verità a metà. La verdona giapponese è il mezzo più adattabile ad ogni pista e ad ogni condizione. Ha una stabilità in frenata senza eguali ed una trazione incredibile. Tuttavia, il dominio della casa nipponica è diventato opprimente solamente con l’approdo di Rea nel 2015. Prima, la moto era sicuramente performante e valida, ma aveva conquistato un solo alloro con Sykes nel 2013, perdendo le volate per i titoli del 2012 e del 2014. Non si può nemmeno puntare il dito contro Tom, pilota di vertice, esperto e velocissimo. Probabilmente, le cause del successo del nordirlandese vanno trovate altrove. Una chiave di lettura sta nel perfetto incastro tra lo stile di guida di Johnny e le caratteristiche della Kawasaki. La moto è fatta su misura per il pilota ed il top rider sa come ottenere il meglio dal mezzo a disposizione. È una simbiosi difficilmente ritrovabile e verificabile, che, tuttavia, quando avviene, porta a situazioni simili.

Un’altra causa di questo strapotere sta nel manico, ossia nel talento di Rea. Non giriamoci intorno: abbiamo a che fare con uno dei più grandi della storia della Superbike, se non addirittura il più luminoso tra tutti. Stiamo parlando di un pilota capace di trascinare alla vittoria una moto non competitiva come la Honda. La casa alata, grazie alla velocità pura di Jonathan, riusciva a mascherare i propri limiti, raggiungendo spesso la quarta o la quinta posizione nel Mondiale. Risultati mai più ripetuti senza il britannico in sella, nemmeno con l’approdo di campioni del mondo come Hayden e Bradl. Il tutto mentre Rea, una volta salito sulla verdona, diventava imbattibile. Aggiungiamo che Johnny non ha avuto vita facile anche per via dei tre cambi di regolamento imposti dalla Dorna nell’ultimo triennio. Dalle due manche nello stesso giorno, tipico della SBK classica, si è passati ad una corsa al sabato ed una la domenica, con la speranza di mischiare le carte. Niente da fare, sempre il solito dominio. Allora, ecco la decisione di modificare la griglia di partenza: in gara 2, il vincitore della prima manche sarebbe dovuto partire dalla nona casella, il secondo dall’ottava e via discorrendo. Il risultato lo abbiamo commentato in questo week end con il “Triplete” firmato da Jonathan. Morale della favola: stiamo parlando di una leggenda capace di vincere tutto in tre anni, demolendo record su record. Non si può fare altro che applaudirlo. Il prossimo obiettivo sarà eguagliare il quattro allori di Fogarty e magari superarlo nel numero delle vittorie. Missione difficile, ma non impossibile per il Cannibale.

0 commenti

Lascia un Commento

Vuoi partecipare alla discussione?
Fornisci il tuo contributo!

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *