Sfiga e disastro tecnologico da un lato, vittoria e allungo dall’altro: il GP di Suzuka ha alimentato ulteriormente i due volti diversi di queste settimane, con la Ferrari di Vettel che si ritira per colpa di una candela e Lewis Hamilton che allunga fino a +59 con quattro GP mancanti, ma sono stati tanti i protagonisti di questo weekend. Ecco le nostre pagelle dilettamente (ops, direttamente) dal GP giapponese!

LEWIS HAMILTON, VOTO 10- Il motore fuso che lo privò del titolo 2016 è solo un brutto e lontanissimo ricordo: Ginetto ha ormai in pugno il Mondiale, e soprattutto ha effettuato quello step ”definitivo” nella sua consacrazione a grande della F1. Il corridore che ”frustava” le gomme è solo un lontano parente di quello attuale, che ha una serie aperta di 21 GP senza ritiri e ha vinto 8 gare in questo 2017, meritando ampiamente la testa del Mondiale. Gli avversari si autoeliminano nei modi più disparati, lui ne approfitta e mostra solidità in pista (tremando nel finale per qualche vibrazione di troppo) e fuori. 3310

MAX VERSTAPPEN, VOTO 9- Sembra che Red Bull abbia chiesto ufficialmente di spostare il Mondiale di Formula 1 interamente in Asia: l’aria nuova ed extra-europea ha trasformato Max in una macchina da guerra, che non commette più pirlate a profusione, ma mira sempre al podio o alla vittoria. Quest’oggi ha fatto l’elastico, arrivando a ridosso di Hamilton in tre occasioni e venendo ostacolato prima da Bottas, poi dalla virtual safety car e poi da uno stralunato Alonso, ma avrebbe meritato la seconda vittoria consecutiva per l’ottimo weekend. Se si ”resetterà”, mostrando sempre il volto ”buono” e limitando la foga, diventerà il campione del domani. VADO AL MAX

DANIEL RICCIARDO, VOTO 8.5- Gara onesta, onestissima, nella quale non è il più veloce in pista, ma difende con mestiere, abilità e un pizzico di fattore C il terzo posto, conquistando quel podio a Suzuka che mancava nel suo curriculum. Il voto sarebbe più basso, ma poi arriva l’ennesima prestazione da showman: Hamilton lascia il telefono incustodito, e Daniel si scatta foto in pose e boccacce improbabili. SIMPLY THE BEST

ricciardo eyes

Un Ricciardo che trasuda epicità

ESTEBAN OCON, VOTO 7+: ”Bravo, 7+” era l’espressione usata da Cochi e Renato in uno dei loro sketch comici, ma ben si applica al talento crescente di Esteban Ocon, che dimostra di gara in gara di poter diventare un gran pilota. Stavolta il francesino, vivaio Mercedes e serio indiziato al grande salto entro un paio d’anni, parte alla grande e ottiene un clamoroso 3° posto, prima di rientrare nei ranghi e chiudere 6° dopo una gara in sostanziale tandem col compagno di squadra Perez. Qualcuno spieghi a Gianni e Pinotto che, se non si buttano fuori pista in ogni gara, possono fare tanti punti. IN CRESCITA

SERGIO PEREZ, VOTO 6.5- Avrebbe il passo per chiudere davanti a Ocon, ma per una volta Force India decide di intervenire per evitare guai tra i due fratelli coltelli del circus, che d’altronde devono mantenere un minimo di rapporto, dato che correranno insieme anche nel 2018. Buona gara per lui, ammirevoli le sue continue stoccatine via radio e i mille ”Ehi ragazzi, sono più veloce di Esteban”, ”Più veloce di Esteban sono” e così via: Force India lo ignora bellamente dopo il primo ”stai buono”, e il pubblico davanti alla tv se la ride di gusto. CALIMERO

VALTTERI BOTTAS, VOTO 6- Come perdere un podio e vivere felici, o meglio, ”la vita è quella cosa che succede tra un ordine di scuderia e l’altro”: non dev’essere facile trovarsi nella situazione di Valtteri Bottas che, se da un lato ha ricevuto un prezioso regalino da Hamilton a Budapest, dall’altro è stato spesso costretto a servire la squadra, letteralmente. E l’ha dimostrato anche a Suzuka, dov’era saldamente 2°, prima che Mercedes lo invitasse a fare da tappo e rallentare Verstappen. Risultato? Un podio perso e un’unica soddisfazione, quella di trovarsi a -13 da Vettel e poter sognare il sorpassone nella classifica iridata. FUFFI

FERNANDO ALONSO, VOTO 4: Media tra il buon voto che meriterebbe per la rimonta dall’ultimo posto e per i continui tentativi di entrare nella top-10, e l’assurda gestione della vita da doppiato: comprendiamo che per un campione del suo calibro sia difficile farsi da parte con la bandiera blu in ogni GP, ma se a Sepang ostacoli Vettel facendogli perdere il podio e a Suzuka bruci ogni chance di vittoria di Verstappen, allora qualcosa non va. We have a problem, ma la FIA decide ponziopilatescamente di togliergli solo 2pti dalla patente e risolvere così la questione-Nando: lo spagnolo avrà capito la lezione? PIERINO LA PESTE

FERRARI, VOTO 0- Zero come i punti ottenuti da Vettel, zero come il controllo qualità che evidentemente (non) viene effettuato dalle Rosse: non è possibile che una scuderia in lotta per il Mondiale si accorga che una candela del motore (componente solitamente ignorato, e invece fondamentale per Ferrari e Mercedes, che vi hanno inserito all’interno dei mini-iniettori) potrebbe essere guasta o difettosa a 30” dal giro di ricognizione, mandando il pilota allo sbaraglio e al pubblico ludibrio. Vettel parte, ma perde subito posizioni e sul rettilineo non supera i 275km/h, venendo sverniciato da quattro auto prima della safety-car e da altre dopo la ripartenza: a quel punto scattano dignità e ritiro, ma anche la prima resa nella classifica iridata. Hamilton a +59, e dopo questi due weekend da incubo, svanisce nuovamente l’affidabilità di una Ferrari tafazziana, che ha perso 56pti in tre GP per guai propri (incidente a Singapore, motore ko a Sepang con rimonta dall’ultima fila e candela odierna), e può solo tirarsi sonore martellate sui cosiddetti per il modo in cui è stata bruciata la chance iridata. PAPEROGA

CARLOS SAINZ jr., SENZA VOTO- D’accordo, sapeva già di correre per Renault da Austin, ma il suo comportamento in questo weekend è stato inaccettabile: spina totalmente staccata, botto assurdo nelle qualifiche e botto anche dopo poche curve dal via del GP d’addio alla casa di Faenza. Un pilota in confusione mentale, siamo sicuri che il cambio di vettura possa rivitalizzarlo? SPAESATO.

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