20 anni di carriera e un solo titolo iridato: a sensazione, penseremmo di trovarci di fronte a un pilota ”miracolato”, e invece Carlos Checa può essere catalogato tra quelli di ottimo livello: lo spagnolo, nato il 15 ottobre 1972, ha infatti alternato annate sfortunate ad altre ottime, è capitato nel bel mezzo dell’era-Rossi e spesso ha trovato la moto ”sbagliata” nel momento giusto, quello in cui era in forma e tra i candidati per vincere qualcosa.

Carlos, che quest’oggi compie 45 anni, ha fatto il suo esordio nel Motomondiale relativamente tardi, nel 1993 e con una wild card nel GP d’Europa, correndo con Honda 125: nello stesso anno ecco 6 GP con Honda 250, che lo accompagna fino al 1995. In quella stagione un giovane Checa viene ”promosso” in 500cc per sostituire l’infortunato Alberto Puig, chiude 7° in due gare e, complici i 26pti conquistati e la vittoria nel CEV 250, viene promosso pilota titolare proprio al fianco del futuro mentore di Pedrosa. Il primo anno è positivo, con due podi (3°) in Malesia e Australia e l’8° posto in campionato, il secondo simile, ma i podi sono tre e tutti al 2° posto (Francia, Olanda e Catalunya): Carlos Checa diventa una costante della classe regina, e nel 1998 ottiene la sua prima apoteosi, chiudendo 4° in campionato e vincendo il primo GP a Madrid. Per lui tre podi totali, ma anche un grosso spavento: in una tremenda caduta danneggia la milza, costringendo i medici ad asportarla, e rischia la vita per delle complicazioni, che gli causano un principio di ictus.

Dopo lo scampato pericolo e un anno di minor cabotaggio, ecco che Checa passa in Yamaha nel 2000, correndo insieme a Max Biaggi: la moto è buona, Carlos parte alla grande ed è addirittura primo a inizio mondiale, salvo poi iniziare a cadere molto perchè si ritrova a dover cercare sempre il limite contro un Kenny Roberts jr. in stato di grazia, e chiudere 6° nella classifica generale nonostante quattro secondi posti. Carlos, negli anni in Yamaha, si rivela un pilota costante, che otterrà molti podi e mostrerà sempre uno stile di guida pulito anche con moto non eccelse: nel 2004 eccolo al fianco di Rossi (7° nel Mondiale) nel team ufficiale, nel 2005 invece c’è il passaggio nella neonata Ducati al fianco di Capirossi, con tanto di storico doppio podio in Malesia (Carlos 3°, Capirex al primo successo Ducati) prima che la moto palesi problemi di ”gioventù”, e negli anni seguenti invece Carlos Checa passerà nuovamente in Yamaha e alla Honda del team Cecchinello, chiudendo nel 2007 la sua esperienza in MotoGP dopo un paio di annate in calo.

Honda non lo conferma in MotoGP (chiudendo la sua esperienza nel Motomondiale con 222 GP, 2 vittorie e 24 podi), ma gli chiede di sostituire Toseland in SBK: inizia così l’avventura di Carlos Checa nelle derivate di serie, che lo porterà a chiudere il Mondiale al 4° posto dopo tanti podi e una doppietta a Salt Lake City. L’anno seguente sarà un disastro, ma nel 2010 ecco l’avvio dell’avventura con Ducati Althea, una struttura non ufficiale che va più forte delle Desmosedici ”griffate”: Checa chiude la prima stagione con 3 vittorie, 8 podi e il 3° posto iridato (297 punti), e nel 2011 ottiene quella gioia che aspettava da sempre. Il pilota spagnolo vince il titolo SBK dopo un’annata fantastica, con 15 vittorie e il dominio del campionato, ma non si ripeterà: nel 2012 sarà quarto, nel 2013 invece dirà basta a 41 anni dopo una bruttissima caduta e una frattura multipla al femore (in Superbike, 150 GP con 24 vittorie e 49 podi).

Addio al motociclismo dopo 20 anni da protagonista dunque, ma tanti appassionati si ricordano ancora di quel numero 7 che aveva conquistato tutti per la sua dedizione al lavoro e la sua guida pulita. E dunque tanti auguri a Carlos Checa, che quest’oggi compie 45 anni! E tanti auguri anche a Ott Tanak, pilota di Ford M-Sport e attuale 2° nel Mondiale WRC che compie 30 anni, e a Bruno Senna (34), nipote d’arte!

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  1. […] il Mondiale, ma va a caccia del record di vittorie in una stagione della SBK, che appartiene a Carlos Checa: è questo, insieme alla voglia di vittoria di Tom Sykes 66 e Chaz Davies, il maggior motivo […]

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