38 anni e non sentirli, con tanto di rinnovo fino al 2018 per quella che verosimilmente sarà la sua ultima annata in F1 (lascerà spazio a Leclerc?): Kimi Raikkonen festeggia quest’oggi il suo compleanno, e chissà se scioglierà per qualche minuto il suo atteggiamento glaciale, che ha portato tifosi e appassionati ad appioppargli il soprannome di Iceman.

Un soprannome guadagnato con onore da Kimi, nato il 17 ottobre 1979 a Espoo (Finlandia) e approdato in F1 dopo il più basso numero di gare effettuate nella ”gavetta”: il giovane Raikkonen, fratello di un ex pilota di F3 e figlio di un costruttore di strade, inizia infatti il suo percorso post-kart nella Formula Renault, vincendo 7 gare su 10 (6 pole) e confermandosi anche nel campionato internazionale. In tutto, parliamo di 13 successi nelle sue prime 23 gare, un bottino che spinge Peter Sauber a metterlo sotto contratto per il Mondiale 2001 dopo una sessione di test che sorprende anche Michael Schumacher. L’esordio in F1 avviene così con la Sauber-Petronas, e Kimi dimostra di non sentire la pressione: addirittura si addormenta prima del via del GP d’Australia (la gara d’esordio!), e chiude 6°, andando subito a punti: in stagione chiuderà anche 4° in Canada, otterrà 9 punti totali e si guadagnerà un contratto con McLaren per il 2002.

C’è da raccogliere un’eredità importante, perchè Ron Dennis vede in quel ragazzo finnico il degno erede di Mika Hakkinen, che ha lasciato McLaren a fine 2001: Kimi chiude 3° a Melbourne, sfiora la vittoria a Magny-Cours buttandola via nel finale finendo su una macchia d’olio lasciata da McNish e chiudendo 2°, ma nel resto della stagione finisce preda di una serie infinita di problemi meccanici, collezionando 10 ritiri e chiudendo con 24pti. Un’annata complicata nel complesso, che però diventa un buon viatico per un 2003 da urlo: 10 podi, la prima vittoria in Malesia e un duello spalla a spalla con Schumacher e Montoya, che lo porta a chiudere 2° nel Mondiale dietro a Schumi per due miseri punti e sfiorare il primo titolo (93pti vs 91).

L’anno seguente è complicato, dato che la vettura 2004 è una misera evoluzione di quella 2018, e neppure i miglioramenti della sua McLaren consentono a Kimi di lottare per il Mondiale: 45pti con tre podi e una vittoria a Spa sono un magro bottino per il finnico, che sfiorerà un nuovo titolo iridato nel 2005. Lo sfidante stavolta è la Renault di Fernando Alonso, il ritardo iniziale fortissimo, ma Kimi Raikkonen riparte sfruttando tutto il suo talento: doppia vittoria tra Spagna e Monaco, successi in Canada, Ungheria, Turchia e Belgio (Spa è una seconda casa) e poi quel capolavoro a Suzuka. Kimi parte 17°, effettua sorpassi su sorpassi e ottiene un successo fenomenale, che però non basta per consegnargli il titolo: l’annata si chiude con 112 pti, 7 successi, 13 podi totali e un distacco di 21 lunghezze da Fernando Alonso, che conquisterà il Mondiale. Anno da urlo e anno disastroso, perchè Raikkonen chiuderà il 2016 con 63pti e sei podi, ma soprattutto nessuna vittoria con una McLaren poco affidabile.

Sarà l’ultima annata con McLaren, dato che nel 2007 Kimi passa a Ferrari: c’è da raccogliere l’eredità di Schumacher, e il finnico ottiene un debutto da urlo, con pole, giro veloce e vittoria a Melbourne (è capitato a pochissimi piloti). Il prosieguo del campionato è più complicato, con due terzi posti tra Bahrain e Malesia, qualche gara travagliata e due successi tra Francia e Gran Bretagna: a Monza e Suzuka Kimi chiude 3°, a Spa trionfa, ma il distacco a due GP dal termine è di quelli complicati, con 17pti da Hamilton e 20 da assegnare. Dati che ammazzerebbero chiunque, ma non Iceman: Kimi vince sia in Cina che a Interlagos, il giovine Lewis si ritira in una gara e chiude 7° nell’altra, e perde il titolo di un miserissimo punto. Kimi Raikkonen è meritatamente campione del mondo con 6 vittorie e 12 podi, ma non difenderà questo titolo nel 2008: le difficoltà sono evidenti, il risultato è un 3° posto (75pti, due vittorie e 9 podi) con tanto di aiuto a Massa nel tentativo di conquistare il titolo, sfumato all’ultima curva.

Il 2009, invece, è un mezzo disastro per Kimi e per la Ferrari: i podi sono solo 4 (con la solita vittoria a Spa), la Rossa ha già messo sotto contratto Alonso e decide di appiedarlo nonostante il titolo ottenuto due anni prima. Kimi a casa, con tanto di rescissione polemica, buonuscita milionaria e accordo ”post-matrimoniale”: per due anni non potrà gareggiare in F1, e così il finnico si reinventa. Kimi fa qualche mese nelle motoslitte in patria, corre tre gare nella Nascar e debutta nel Mondiale WRC, disputando due stagioni con Citroen e costituendo nel 2011 il team Ice1, con cui vincerà la sua unica prova speciale: in due anni conquisterà 59pti iridati e un 6° posto come miglior risultato nei rally, diventando anche un imprenditore. Ice1 infatti è il nome di una bevanda energetica da lui ideata e, oltre a sponsorizzare Kimi nei rally e nelle sue future avventure, diventerà anche lo sponsor di un team nel Mondiale Motocross prima con KTM e poi con Husqvarna (lì corrono Max Nagl e Anstie).

Il fascino della F1, però, è troppo forte, e alla scadenza dei due anni di ”bando” Kimi Raikkonen rientra nel circus con Lotus, e lo fa a suo modo: buonissima annata, tanti podi e un successo che lo consegna all’epicità. Siamo al GP di Abu Dhabi, la Lotus di Kimi è in testa meritatamente, e nel box scoppia l’ansia di chi non vinceva un GP da un’eternità. Continui team radio e consigli a un pilota che fa del silenzio un’arte, e subito scattano gli ”yes yes yes” di pura accondiscendenza e quel ”Just leave me alone, I know what I’m doing” che va a zittire gli uomini dai box. Un team radio che resterà nella storia, insieme alla vittoria negli Emirati, che sommata alle buonissime gare stagionali consegnerà a Kimi Raikkonen il 3° posto (207pti) nel Mondiale 2012. Lotus conferma Kimi, che ottiene tre secondi posti consecutivi nel 2013 e stabilisce il record di 27 gare consecutive a podio, ma si lascia anche in maniera polemica col team, saltando le ultime due gare per il mancato pagamento dello stipendio.

L’avventura in Lotus si chiude dopo 37 GP, una vittoria e 13 podi, e Kimi torna in ferrari: il 2014 è disastroso (55pti), 2015 e 2016 sono le annate della prima luce (150pti e 186pti, 7 podi), mentre il 2017 è un’annata da ”scudiero” al fianco di Vettel, lanciato verso il Mondiale a metà stagione, prima di incappare in una serie di problemi d’affidabilità. Kimi si è rivelato la migliore delle seconde guide, centrando 4 podi, e quest’oggi starà festeggiando i suoi 38 anni mentre si prepara al GP di Austin.

E dunque tanti auguri a Kimi Raikkonen!

 

 

 

 

 

0 commenti

Lascia un Commento

Vuoi partecipare alla discussione?
Fornisci il tuo contributo!

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *