Spettacolo e quel pizzico di trash che piace a noi nel pre-gara (nell’ordine: piloti annunciati in pieno stile-WWE, Usain Bolt che dà il via al giro di ricognizione sventolando la bandiera giamaicana, Bill Clinton e Michael Douglas nei box), spettacolo in pista: il GP degli USA, disputato sul difficile tracciato di Austin, ci regala emozioni e un vincitore atteso.

Sebastian Vettel parte forte, superando Lewis Hamilton, ma viene poi raggiunto e sopravanzato dal britannico, che sfrutta il DRS per dare il via a un autentico assolo: mai in discussione la vittoria di Ginetto, che effettua una sosta in meno dei rivali senza risentirne o perdere realmente secondi (un anno fa, con una mossa del genere, sarebbe naufragato miseramente, ora gestisce meglio le gomme) dai rivali: alle sue spalle arriva Sebastian Vettel, che sfrutta la strategia per difendere una piazza d’onore che sembrava a rischio con le gomme soft, con le quali non ha mai trovato il ritmo. Seb segue Verstappen nel secondo pit-stop, passa alle supersoft (dopo aver iniziato, ovviamente, con le ultrasoft) e rimonta, superando Bottas e sfruttando l’aiuto di Kimi Raikkonen. Completerebbe il podio Max Verstappen dopo una strepitosa rimonta (da campione vero!) dal 16° posto con tanto di sorpasso strepitoso nelle ultime curve sul finnico, ma i commissari di gara rubano la scena ai piloti riscrivendo tutto a tavolino: 5” di penalità all’olandese per ”aver oltrepassato i limiti del tracciato” nel sorpasso decisivo, peccato che l’uscita dai limiti fosse davvero di pochissimi cm, e Bottas abbia invece superato più volte la sede stradale nelle sue innumerevoli difese della posizione tra inizio e prosieguo di gara (senza venire penalizzato, of course).

Raikkonen 3° ”a tavolino”, Verstappen 4° e Bottas 5°, con Ocon, Sainz (al debutto con Renault), Perez, Massa e Kvyat a completare la top-10: si ritirano invece Alonso (motore fritto) e Ricciardo, che stava lottando per il podio prima di venire abbandonato dalla sua power unit, mentre fatica tantissimo il supplente Hartley, ultimo dopo aver sostituito Gasly (che, in un crescendo di sfiga, ha visto annullare la gara della SuperFormula per cui era stato ”precettato” da Honda, saltando questo GP). Hamilton centra la 9a vittoria stagionale, la 5a nella storia di Austin, e di fatto mette 3/4 di ipoteca sul 4° titolo mondiale: il britannico sale a 331 punti, Vettel è a 265pti e staccato di 66 lunghezze con tre GP da disputare. Rimonta praticamente impossibile (a meno di disastri Mercedes), e anche il terzo posto di Bottas è praticamente ipotecato: grazie alle ottime prove del finlandese, Mercedes conquista matematicamente il titolo costruttori.

Un GP da ricordare per la scuderia tedesca, e domenica si torna in pista: GP del Messico per i piloti, la gara che potrebbe regalare il titolo a Lewis Hamilton.

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