Semplicemente folle, a tratti anche fuori dalla realtà: è difficile spiegare le ultime settimane di Toro Rosso, che ormai si sta esponendo al pubblico ludibrio con alcune scelte assurde.

Se l’addio di Carlos Sainz era stato ”spinto” dalla possibilità di miglioramento per lo spagnolo (ieri 7°) e dalla volontà di Red Bull di ”tirar fuori” anticipatamente il figlio d’arte dalla STR, con cui aveva rotto i rapporti (lo ricordiamo, Sainz trascorrerà il 2018 in prestito a Renault, ma il suo cartellino è di Red Bull), e l’assenza di Gasly ad Austin era dovuta a una causa di forza maggiore (una gara di SuperFormula con Honda, futuro motorista, poi annullata per un tifone), stavolta invece la decisione della scuderia italo-austriaca rasenta il ridicolo, e potrebbe bruciare (definitivamente?) la carriera di Daniil Kvyat.

Il russo, dopo la retrocessione da Red Bull, si era un po’ perso, ma di certo non merita questo trattamento da Toro Rosso che l’ha prima appiedato per far posto inizialmente a Gasly, poi reintegrato ad Austin per affiancare l’esordiente (e vincitore della 24h di Le Mans) Brendon Hartley dopo l’addio di Sainz jr, e ora nuovamente appiedato. Avete letto bene, perchè Daniil Kvyat non sarà al via del GP del Messico (tornerà in pista da qui a fine 2017 con un nuovo colpo di scena, bruciando la residua credibilità di Toro Rosso?) nonostante ieri sia andato a punti con una gara onesta: il buon Daniil è arrivato 10°, ma questo nel mondo attuale e nella follia zampariniana della STR non basta per restare in sella.

Kvyat nuovamente a casa, con Hartley e Gasly che correranno in Messico: per inciso, il neozelandese era arrivato 13° (su 16) nel GP d’esordio, tre posizioni e 27 secondi indietro rispetto a Kvyat, che sperava di restare alla guida della Toro Rosso (che tra l’altro sta rischiando di farsi superare da Renault nel costruttori) fino a fine campionato per giocarsi un sedile in ottica-2018, e invece guarderà la gara da casa. Salvate il soldato-Kvyat, per favore.

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