Gara a Max Verstappen, titolo iridato a Lewis Hamilton: potremmo riassumere così il weekend del GP del Messico, ma sarebbe riduttivo, dopo una gara ricca di emozioni e sorpassi, che vede i duellanti per il Mondiale rimontare dal fondo dello schieramento.

Succede tutto in partenza. Verstappen supera Vettel, che nel difendersi e ripartire dalla seconda posizione va a toccare Lewis Hamilton: volano pezzi di carbonio dall’ala anteriore di Seb, che si fermerà a sostituirla, mentre Hamilton buca (non irrimediabilmente, infatti perderà meno del previsto) una delle gomme posteriori e si ferma a sua volta ai box. La situazione, al giro 2, è drammatica per i duellanti per il titolo: mentre Verstappen s’invola precedendo Bottas e Ocon, infatti, Vettel ed Hamilton sono penultimo e ultimo, con LH44 staccato di oltre 20” dal tedesco.

Ricciardo si ritira (tra i ritirati, 4 motori Renault, con le power unit di Daniel, Hartley, Hulkenberg e Sainz che vanno ko: Hulkenberg era 4°) e fa scalare a entrambi una posizione, ma la situazione dei due è totalmente differente: Vettel prende subito il ritmo con le soft e inizia la rimonta, Hamilton ci mette 21 giri a rientrare sul penultimo (Sainz) e sembra in grande difficoltà, al punto da venire insolitamente doppiato da Verstappen al 22° passaggio. Anche Bottas doppia Hamilton, che effettua il primo sorpasso solo dopo 28 giri e si riprende realmente col cambio pneumatici: Vettel invece risale fino all’8° posto, e poi cambia intelligentemente pneumatici quando c’è la Virtual Safety Car per il ko di Hartley, passando alle ultrasoft.

È l’inizio di una rimonta che lo porterà a salire fino alla 4a posizione, mentre Hamilton entra pian piano in zona punti come una formichina a suon di sorpassi, ritrovandosi e arrivando alle spalle di Alonso a 5 giri dal termine: il sorpasso è nell’aria, e dopo uno spettacolare duello arriva a due giri dal termine, con Lewis che va a conquistare quella 9a posizione che renderebbe vano anche un eventuale secondo posto di Vettel. 2° posto che è irraggiungibile per Seb, che chiude 4° e staccato di circa 52 secondi da Bottas: vittoria per Max Verstappen, che si toglie anche lo sfizio del giro più veloce nel finale e definisce la sua gara come ”simple cruise” (velocità di crociera per mantenere la posizione), alle sue spalle Bottas, Raikkonen e Vettel. Completano la zona-punti Ocon, Stroll, Perez, Magnussen, Hamilton e Alonso, e il titolo è ufficialmente assegnato.

La rimonta di Vettel, che doveva arrivare 1° o 2° per sperare, è vana: titolo a Lewis Hamilton, che sale a quota 333 punti e mantiene un vantaggio di 56 punti su Sebastian Vettel con due soli GP da disputare. Vettel dovrà guardarsi da Bottas, ora a 15pti dal tedesco, mentre Hamilton può festeggiare: il britannico conquista il 4° titolo mondiale dopo una gara difficile (solo 4 piloti a pieni giri), che però avrà reso ancor più speciale questo successo.

 

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