È uno dei marchi più conosciuti e apprezzare al mondo, ma è nato dopo una semplice lite ”da bar”: Lamborghini ha visto la luce proprio il 30 ottobre 1963, quando Ferruccio Lamborghini diede vita alla casa del toro e fece muovere i primi passi a una casa leggendaria. E pensare che la Lambo nasce quasi per ripicca, dopo una lite tra l’industriale Lamborghini (venditore di trattori, caldaie ecc) e il Drake Enzo Ferrari: il buon Ferruccio acquista una Ferrari 250GT, ma non è soddisfatto della macchina e, da emiliano schietto schietto, va a presentare le sue rimostranze al patron della casa di Maranello, dandogli consigli su come migliorare la trasmissione e le altre parti ”deboli” della vettura.

È un atto di lesa maestà, che viene liquidato dal Drake con un ”Lei guida trattori, stia al suo posto”, e fa scaturire l’idea di creare una casa automobilistica alternativa e opposta in tutto e per tutto a Ferrari, che è da sempre il vero competitor di Lamborghini: Lambo, che ha sede a Sant’Agata Bolognese ed è passata, dopo anni difficili, prima a Chrysler e poi a Volkswagen (proprietario attuale), nasce come opposto della Rossa, e per volontà di Ferruccio Lamborghini ”non dovrà mai partecipare a competizioni motoristiche, perchè non abbiamo bisogno di questo per dimostrare la forza e la velocità delle nostre auto”.

Stoccata a Ferrari, ma in realtà nella sua storia Lamborghini ha partecipato alla F1, anche se non con una scuderia ”diretta”: accade sotto il controllo di Chrysler, che nel 1987 decide di affacciarsi al circus come motorista e sfruttare tutti i vantaggi di questa scelta. Il progetto-F1 viene affidato, per una curiosa ironia della sorte, all’ingegnere e al team manager che fecero grande Ferrari: Mauro Forghieri viene chiamato a progettare e dirigere lo sviluppo del propulsore della casa del toro, Daniele Audetto a supervisionare la Lamborghini Engineering, speciale divisione creata per l’ingresso in Formula 1 da motorista.

Il motore è quello tipico dell’epoca, un 12 cilindri a V aspirato che nelle idee della casa modenese dovrebbe far concorrenza a Ferrari, ed è caratterizzato da un numero maggiore di cilindri, da un grande equilibrio e bilanciamento e da un angolo di bancate più ampio, che consente di avere un baricentro della vettura più basso: in soldoni, parliamo di 3495cc e 700 cavalli messi sull’asfalto, per un propulsore che avrà alterne fortune. Vuoi per la competitività ridotta delle scuderie ”affiliate” a Lamborghini, vuoi per qualche problema di gioventù/affidabilità, infatti, le vetture motorizzate Lambo si ritroveranno a viaggiare a metà classifica, con qualche piazzamento a punti e un grande exploit: il miglior risultato arriva infatti nel GP del Giappone 1990, quando Aguri Suzuki chiude al 3° posto con una Larrousse equipaggiata Lamborghini.

Negli anni da motorista, dal 1989 al 1994, Lamborghini vedrà i suoi propulsori utilizzati dalla Larrousse, dalla Lotus (in declino), dalla Minardi e dalla Ligier, ma anche da un team diretto proprio dalla casa modenese: il messicano Luna si offre a Lamborghini per gareggiare con una vettura progettata da Forghieri sotto i colori della casa italiana, ma poi sparisce e così Chrysler decide di dar vita al Modena Team, che non ha il nome Lamborghini, ma di fatto rappresenta la prima volta del toro in F1 come costruttore. I risultati non sono incoraggianti, con un 7° posto di Nicola Larini come miglior risultato, e l’avventura dura un solo anno (il 1991): dalla F1, tra l’altro, arriva anche la più grande delusione di Lamborghini. Nel 1993 McLaren si avvicina alla casa modenese e organizza dei test privati all’Estoril per provare il propulsore italiano in vista di un cambio di motorista nel 1994, Ayrton Senna si dimostra affascinato e promuove il motore Lamborghini a pieni voti (”ha veramente una buona base di partenza, non è sofisticato e va solo migliorata leggermente la potenza: potrà darci grandi vantaggi nella prossima annata”), ma Ron Dennis ha altre idee: McLaren firma con Peugeot, che fornisce i motori gratis e offre una grande sponsorizzazione, e Lamborghini resta con un palmo di naso.

Senna poi romperà con McLaren e andrà in Williams, forse anche perchè non era stato ascoltato nella scelta del motore, e Lamborghini chiuderà l’avventura in F1, che però potrebbe riprendere in futuro: parola del presidente (ed ex responsabile corse Ferrari) Stefano Domenicali, che ha parlato di un possibile rientro della casa modenese ”in una F1 che andrà ad abbattere i costi”. E dunque chissà se rivedremo delle vetture Lamborghini in F1, ma intanto tanti auguri alla Lambo, che quest’oggi festeggia i suoi 54 anni di vita!

 

 

 

 

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