Un pilota polivalente, che in Formula 1 non ha trovato la sua dimensione, ma è diventato grande altrove: Sebastien Buemi si è tolto tante soddisfazioni in carriera e, mentre si sta preparando al nuovo assalto al titolo in Formula E, compie quest’oggi 29 anni.

Sebastien Olivier Buemi, pilota dalle chiare origini italiche, è nato infatti ad Aigle (Svizzera) il 31 ottobre, e ha effettuato la classica gavetta, seppur con qualche differenza: dopo i kart, infatti, Buemi non è passato subito alla F3, ma si è cimentato per due anni nella Formula BMW, chiusa al 3° e al 2° posto. Nel 2006, ecco la Formula 3000, con tanto di 2° posto nel 2007, e poi la meravigliosa A1 GP: per chi non la conoscesse, parliamo di un visionario campionato per nazioni, disputato con monoposto Lola per tutti i piloti, nel quale ovviamente Sebastien Buemi difese i colori della Svizzera alternandosi con Neel Jani (l’uomo-Porsche) e Marcel Fassler (Audi) e chiuse all’8° posto. Dopo l’A1 GP, serie morta qualche anno fa, ecco la GP2 Asia (2°) e la GP2, col campionato 2008 chiuso al 6° posto e l’approdo in F1.

È la Toro Rosso a ingaggiare Buemi, che gareggia al fianco di Sebastien Bourdais e parte col botto: 7° all’esordio in Australia, 8° nel secondo GP. Seguiranno gare buie, ma nel finale di stagione ecco due altri piazzamenti a punti, che gli fanno chiudere il campionato con 6pti totali: nel 2010 Buemi si conferma su quei livelli, ottenendo 8pti, mentre nel 2011 e col nuovo sistema di punteggio ecco 15pti. Il miglior piazzamento è un 8° posto, ma Toro Rosso decide di appiedarlo per lanciare nuovi talenti e Red Bull lo ”ricicla” come terzo pilota. Buemi, però, non vuole stoppare la sua carriera a 23 anni, e così ecco l’esordio nel Mondiale Endurance coi colori Toyota: per lui un ritiro all’esordio nella 24h di Le Mans, ma la velocità dello svizzero gli vale un contratto per le stagioni successive.

Buemi corre tuttora con Toyota, e ha chiuso 2° e 3° nelle Le Mans 2012 e 2013, ma soprattutto ha vinto il titolo piloti nella stagione 2014, corsa in tandem con Anthony Davidson e Nicolas Lapierre, nella quale Toyota ha ottenuto tante vittorie nel WEC. Oltre all’endurance, avventura che lo vede tuttora secondo nel campionato piloti (si correrà nel weekend a Shanghai), ecco la Formula E: Sebastien Buemi inaugura il campionato green nella stagione 2014-15, correndo tutte le edizioni della Formula E (compresa quella che sta per cominciare) col team Renault e.dams. Per lui tre vittorie, un terzo posto e un titolo sfumato per un solo punto nella prima stagione, ma soprattutto la vittoria nel Mondiale 2015-16: Buemi ripete il risultato dell’anno precedente, ma stavolta basta per trionfare ed entrare nella storia. Nel 2016-17 e.dams è la macchina da battere, lo svizzero vince 5 gare, ma si ritira troppe volte ed è 2° alle spalle di Lucas di Grassi: tenterà di rifarsi quest’anno, nell’ultima stagione di Renault, che lascerà il posto a Nissan (che entrerà insieme a BMW e Mercedes, mentre nel 2020 ecco Porsche) nel 2018-19.

E allora tanti auguri a Sebastien Buemi, che può togliersi ancora tante soddisfazioni, ed è ricordato dagli appassionati di F1 per l’incidente più assurdo e rischioso degli ultimi anni: perse le ruote in rettilineo a Shanghai nel Mondiale 2010.

 

 

 

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