Un’avventura che si conclude in modo traumatico: Daniil Kvyat non ha più fatto vedere gli sprazzi di talento mostrati nell’esordio in Toro Rosso, che gli erano valsi la promozione in Red Bull prima della ”retrocessione” per far salire nella scuderia regina Max Verstappen, ma questo non giustifica certamente il trattamento subito dal russo in questa stagione.

Nell’ordine Kvyat, surclassato da Sainz, è stato prima appiedato per far correre Gasly, poi richiamato dopo l’addio dello spagnolo per correre al fianco di Hartley ad Austin (dignitoso 9°) e infine cacciato definitivamente dalla scuderia, che chiuderà la stagione con Hartley e Gasly e probabilmente li confermerà per la prossima stagione.

È stato Christian Horner, team principal Red Bull, a confermare le indiscrezioni: ”Gasly e Hartley sono ottimi prospetti (insolito definire ”prospetto” un 28enne che ha vinto una 24h di Le Mans, ndr) e sapranno fare del meglio, stiamo pensando di confermarli per il 2018 e la nostra è una scelta ponderata. Kvyat? Daniil è libero di fare ciò che vuole, può firmare con chi gli pare e trattare con chi vuole: non è più un pilota Red Bull dalla fine del GP degli USA, non ha più vincoli nei nostri confronti”.

Insomma, Kvyat a piedi, e ora dovrà cercarsi un sedile per il 2018: il russo si è proposto a Williams, che però vorrebbe un pilota esperto (Kubica o un Massa ”rinnovato”) da affiancare a Stroll.

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