Sorridente, gentile e garbato. A primo impatto, tra una foto ed un’intervista, non verrebbe da pensare che Chaz Davies sia quel pilota da tutto o niente, a tratti estremo, capace di spremere fino in fondo la sua bellissima Ducati, spesso anche oltre il limite umano. Un lottatore indomito, generoso e coriaceo, capace di diventare in pochissimo tempo l’idolo dei tifosi della Rossa di Borgo Panigale. Del resto, come non emozionarsi vedendolo dare tutto sé stesso e sfidare le leggi della fisica con intraversate e pieghe mostruose? Impossibile non provare ammirazione per il gallese classe 1987. Due volte vice campione del mondo nell’ultimo triennio, Davies sogna la grande rivincita nel 2018. Di questo e di molto altro, ha parlato in esclusiva ai nostri microfoni. Un ringraziamento sentito va anche alla Ducati Aruba.it Racing che. ad Eicma, ha reso possibile la piacevole chiacchierata con il centauro britannico.

Chaz, si è concluso da poco il campionato 2017. Qual è il tuo giudizio?

<<Sono abbastanza contento. È arrivato un bel secondo posto. Non era il mio obiettivo, ma in una stagione dura e complicata ho fatto tutto il possibile. Ho disputato ottime gare. Sì, sono abbastanza soddisfatto. È difficile fare di più>>.

Non hai rimpianti?

<<Nessun rimpianto, no regrets (sorride ndr.)>>.

Da ogni sconfitta o mancata vittoria si impara sempre qualcosa. In questa stagione, cosa hai imparato da Jonathan Rea e dalla Kawasaki?

<<Ho imparato una sola cosa: bisogna lavorare per migliorare. È difficile competere con una marca come Kawasaki che impiega i suoi sforzi solo in Superbike senza avere un altro obiettivo. Per questo motivo, per noi è molto complicato lottare con loro. Bisogna lavorare per migliorare>>.

Non è stata una stagione semplice anche a causa di tremendo infortunio rimediato in gara 1 a Misano. Quali sono i tuoi ricordi di quel momento drammatico?

<<È stata una brutta caduta. Di per sé, non è stata una scivolata preoccupante, ma Rea era ad un metro da me e non ha potuto evitarmi. Mi ricordo il dolore alla schiena subito dopo la botta. Ho provato a riprendere la moto ed a terminare la gara, ma dopo 400 metri ho sentito troppo male e mi sono fermato. Poi ho fatto gli esami e la diagnosi…>>.

Però poi è arrivata l’incredibile vittoria in gara 1 a Laguna Seca. Impensabile dopo l’incidente nel Gran Premio precedente.

<<Quella è stata una delle gare più belle della mia vita. Dopo un incidente simile è difficile tornare in pista al 100%. La caduta di Misano è stata un grande rischio per la mia carriera. Comunque, mi sono ripetuto che l’importante era l’aspetto mentale. In questo mondo è importante restare sempre concentrati, mantenere un livello mentale molto alto. Ho lavorato per non arrendermi e per tornare. Grazie alla Ducati, questo è stato possibile>>.

Insomma, il messaggio è: “Never give up!”.

<<Esattamente, never give up! È importantissimo non arrendersi mai e metterci il 100% quando si scende in pista>>.

Ultima domanda: la Superbike cambierà drasticamente dalla prossima stagione con un nuovo regolamento. Si parla di una Kawasaki azzoppata e di tanta incertezza. Quale idea ti sei fatto a riguardo?

<<È difficile da dire adesso. Non ho ancora avuto modo di provare la nuova moto creata per il regolamento 2018. Sicuramente cambierà qualcosa nella mia moto. Avrò 800 giri in meno nel motore, addirittura la Kawasaki ne perderà di più. Dipende come funziona tutto l’insieme e come lavoreremo per capire le nuove regole. Per ora è difficile dire cosa succederà. A me va bene tutto, io sono aperto ad ogni test o soluzione per capire il regolamento 2018. Spero di essere più vicino in gara ed in corse più combattute>>.

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