EICMA, dai nostri inviati Marco Corradi, Marco De Silvo e Federico Mariani

Il titolo AMA Superbike (quella che ora si chiama MotoAmerica), un debutto sfolgorante nella SBK con tanto di titolo al primo colpo dopo una stagione di dominio totale e la MotoGP dal 2010: Ben Spies sembrava destinato a fare grandi cose anche nel Motomondiale ed era partito molto bene, con un totale di una vittoria (Assen) e 6 podi, salvo poi crollare a causa di una serie di tremendi problemi fisici alle spalle. Di fatto, negli anni in Ducati, Ben finì col distruggere le sue spalle, e questo lo portò al ritiro anticipato nel 2013: ora però lo statunitense, dopo 4 anni di durissimo lavoro, vuole provare a rimettersi in gioco nelle corse, e quest’oggi si è concesso ai microfoni di ”Bandiera a scacchi”. Ecco le parole di Ben Spies, intervistato dai nostri inviati presso lo stand di HJC, suo fornitore di caschi.

Ciao Ben, partiamo dalla notizia che si sta diffondendo in questi giorni: tornerai a gareggiare nel 2018?

”È troppo presto per parlarne. La mia intenzione è quella, ma io stesso al momento non so se questo sarà possibile o meno: ci sono valutazioni e scelte al di fuori dei miei desideri, dovrò scoprirlo io stesso e credo che avrò notizie ufficiali entro 2-3 settimane. Sono fiducioso, ma vedremo che succede ed è troppo presto per parlarne”.

La tua idea è quella di tornare a gareggiare in Superbike e in Europa, oppure valuteresti anche altre classi e un ritorno in gara negli USA?

”Se tornerò a gareggiare, e sottolineo ”se”, credo che sarà in America per quest’anno”.

In questi anni, cosa ti è mancato delle corse?

”Sicuramente il sapore della pista. L’anno scorso ho lavorato duramente, allenandomi in palestra e facendo alcune gare in dirt racing e nell’enduro: due settimane fa ho vinto una gara proprio nell’enduro, e la spalla va sempre meglio. Fa ancora male a fine gara e la mattina dopo, ma mentre guido la moto posso dare il 100% e spingere: anche qui dovremo aspettare e capire, la spalla è a un livello buono per competere nelle corse, ma non è ancora perfetta. Ci sarà da lavorare”.

Ti sei allenato duramente per sistemare i tuoi problemi fisici (che avevano causato il ritiro di Ben nel 2013, ndr)…

”Assolutamente, e pensate che non li ho ancora risolti del tutto!”.

Un’ultima cosa: quest’anno è morto Nicky Hayden, qual è il tuo ricordo di Nicky?

”Non ho mai avuto una relazione intensa con Nicky, ma sono molto amico con suo fratello maggiore Tommy e suo fratello minore Roger Lee, quindi non è stato facile accettare la sua morte, anzi. Sapete, la sua era una famiglia di corridori, la mia aveva la stessa impostazione e di fatto sono cresciuto insieme agli Hayden, quindi mi fa ancora male pensare alla sua scomparsa. È stato un grande pilota, ha dato tanto al motociclismo europeo e americano, e sono ancora sotto shock per quanto è accaduto (Ben è visibilmente commosso, ndr)’‘.

0 commenti

Lascia un Commento

Vuoi partecipare alla discussione?
Fornisci il tuo contributo!

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *