Johann Zarco

EICMA, dai nostri inviati Marco Corradi e Marco De Silvo

È l’assoluta rivelazione della MotoGP 2017, e l’avevamo capito già dalla sua gara d’esordio in Qatar: allora Johann Zarco restò in testa per 6 giri, prima di cadere, e il resto della sua stagione è stato di ottimo livello. Due podi (2° a Le Mans, 3° a Sepang), tante prestazioni di alto livello e una velocità fuori dal comune sul bagnato, il tutto con una Yamaha del 2016 e in un team satellite: insomma, il 27enne francese sembra avere tutte le carte in regola per sfondare, e quest’oggi Johann Zarco si è concesso ai microfoni dei nostri inviati a Eicma (nello stand di Furygan) per commentare la sua annata e il suo percorso. Ecco le parole del francese, due volte campione del mondo Moto2 (una rarità), ai microfoni di Bandiera a scacchi.

Johann, partiamo col bilancio del tuo 2017: è stata un’ottima stagione, sei cresciuto costantemente e stai andando davvero veloce…

”Concordo, è stata una grande stagione. È il mio primo anno in MotoGP, e sono rimasto sorpreso anch’io dalla prestazione nella prima gara: è vero, sono caduto, ma ho fatto sei giri in testa e questo mi ha dato grande confidenza in vista della stagione. Ci sono stati dei risultati buoni, un podio in Francia a casa che ha significato tantissimo, e ho fatto tanta esperienza: c’è ancora una gara da disputare a Valencia, ma nelle tre gare consecutive extraeuropee sono andato veloce, andando a podio in Malesia. Sono molto soddisfatto”.

Sei uno dei piloti più veloci sul bagnato nella MotoGP: qual è il tuo segreto?

”Non vado veloce solo sul bagnato, ma anche sull’asciutto! (ride, ndr) Comunque ho ancora tanto da imparare e so di poter crescere molto, vi dico che non c’è un vero segreto, ma conta tanto sentirsi bene sulla moto”.

L’anno ”suppletivo” che hai fatto in Moto2 dopo aver vinto il titolo della categoria (primo titolo nel 2015, si è poi ripetuto nel 2016) è stato decisivo per migliorare il tuo approccio alla MotoGP? Hai scelto tu di proseguire nella classe di mezzo?

”È stato fondamentale. Sono arrivato in MotoGP più maturo, capace di gestire meglio le varie situazioni e le gare, e capire meglio come andare sulle varie piste e tante piccole cose che mi hanno aiutato a crescere quest’anno”.

Nel corso del campionato, alcuni colleghi ti hanno criticato perchè, secondo loro, hai uno stile di guida troppo aggressivo. Ti danno fastidio queste accuse?

”No no, non mi danno fastidio e onestamente non ci penso neppure. Io faccio le mie gare e guido come so guidare, se poi c’è un commento aggressivo nei miei confronti, lascio correre”.

La tua Yamaha, nonostante sia la versione 2016, è stata spesso più veloce di quelle Factory nella seconda metà di stagione. Ti ha sorpreso questo scenario?

”Non guardo quello che fanno gli altri, vado avanti e sono contento di ciò che faccio e di come guido. Se alcune persone pensano che io sia davanti solo perchè la moto dell’anno scorso va più forte di quella attuale, lascio che pensino questo, e poi vedremo come andrà l’anno prossimo con le nuove moto. Penso a lavorare, e a non complicarmi le cose pensando ai commenti esterni”.

In un’ottima stagione hai vissuto un momento di difficoltà a Misano, rimanendo senza benzina a qualche metro dal traguardo e spingendo la tua Yamaha Tech 3 fino all’arrivo: lì ci hai mostrato tutta la tua determinazione e la tua voglia di far risultato nonostante tutto…

”È il minimo da fare quando sei un pilota. Se puoi, devi e vuoi finire la gara: mancavano 500 metri, sicuramente correre non è la soluzione migliore per prendere dei punti, ma quando ci vuole ci vuole (ride)”.

Ti abbiamo visto fare uno sforzo da centometrista, quindi diciamo che l’allenamento c’è…

”C’è tanto allenamento per tutti i piloti, quando corri a 300 all’ora bisogna essere in forma. Quanto ci alleniamo? Tutti i giorni, stiliamo un programma della settimana ben ripartito tra allenamento con la moto, corsa, allenamento atletico, palestra e recupero con un fisioterapista”.

Molti piloti aggiungono alle cose che hai citato il motocross, che aiuta ad essere più aggressivi in curva. Tu sei uno di questi?

”No, non faccio mai motocross. Ognuno si gestisce a suo modo, io personalmente mi alleno facendo supermotard: mi piace e mi aiuta a crescere”.

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