EICMA, dai nostri inviati Marco Corradi, Marco De Silvo e Federico Mariani

Sabato 4 novembre, in Qatar, ha vinto il titolo mondiale Supersport 2017, rompendo il biennio di dominio di Kenan Sofuoglu: stiamo parlando del 28enne francese Lucas Mahias, uno che fino a qualche anno fa (fino ai 19 anni) non era nemmeno un pilota professionista (lo è diventato nel 2013 a suon di wild card), bensì un meccanico e un contadino nella cittadina in cui è nato. Di seguito l’intervista concessa dal pilota Yamaha ai microfoni di Bandiera a Scacchi.

Come ti senti  dopo la vittoria del mondiale?

“Grandi sensazioni. Ho lavorato dieci anni per vincere il campionato, il sogno della mia vita. Ho provato sensazioni speciali in Qatar durante la gara. In Qatar non è stata una gara semplice per me, non sapevo quale fosse la scelta migliore da fare, se vincere la corsa oppure gestire la moto e ottenere il piazzamento minimo per vincere il titolo (10°), ma ho vinto ed è una cosa positiva per me e per la Yamaha, perché ho guidato una moto nuova, un nuovo team e perché ho vinto il titolo alla prima partecipazione in Supersport”.

Hai festeggiato in modo piuttosto particolare il titolo…

“Sì, è anche difficile da spiegare. Diciamo che sin da quando ho iniziato a correre, ho sempre vissuto le corse come un crazy guy: mi piace festeggiare, mi piace sorridere e guidare sorridendo. Non sono un pilota normale, ingessato, che ha sempre la stessa faccia quando vince e quando perde: per me guidare è un divertimento, un momento speciale, e voglio esternare queste emozioni quando corro”.

Un po’ come Valentino Rossi?

“Esatto, per me guidare la moto è un ottimo momento. Gli sponsor ci tengono all’immagine, non vogliono che si rida per non rovinare l’immagine,  ma questo è veramente difficile per me. Sono cambiato molto per accontentare le esigenze degli sponsor e della Yamaha, però la vittoria del campionato è stata veramente importante e non sono riuscito a resistere: pensavo solo a esplodere di gioia, e quella parrucca rosa sul casco era un piccolo sprazzo del crazy guy d’inizio carriera”.

Nel tuo futuro vedi la Superbike? Molti piloti che hanno vinto nel Supersport sono passati in Superbike…

“Sicuro. Per il prossimo anno correrò nella classe 600 (la Supersport), perché ho altri due anni di contratto con la Yamaha e non avrei mai trovato un buon team in SBK, ma nel 2019 correrò in Superbike: per proseguire il mio percorso, sento di dover approdare in quel campionato”.

La tua storia è molto bella se si pensa a quanta fatica hai avuto negli anni precedenti. La Yamaha ha puntato molto su di te: senti di ringraziare il team giapponese?

“Corro da dieci anni in Yamaha, dagli esordi. Dopo la vittoria del titolo francese, Yamaha mi propose di correre nella classe 1000, ma quella non era la mia strategia. Il mio sogno era la classe 600. Allora ho corso con Kawasaki nella Supersport ma il team non era dei migliori e la moto era letteralmente una m***a, è stato veramente difficile. A quel punto sono tornato in Yamaha dopo pochi mesi, ho vinto il campionato Endurance con loro e poi ho rimpiazzato Marino nella Superstock nelle ultimissime gare: con sole tre gare e un 2° posto nella gara finale, ho chiuso al 4° posto in campionato ed è stato semplicemente folle! A quel punto sono arrivato in Supersport e ho vinto il campionato nel 2017, ed è semplicemente incredibile: per questo devo ringraziare Yamaha e continuerò a guidare per loro”.

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  1. […] Meglio proverà a destituire il campione in carica Lucas Mahias (leggi qui la nostra intervista), che difenderà il titolo con la Yamaha GRT, e ad impensierire un altro avversario di lusso, Kenan […]

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