Il suo mancato ritorno nelle ultime gare stagionali aveva scatenato una ridda di voci, e ora viene fatta chiarezza sulle condizioni di Jonas Folger, colpito da una malattia che negli ultimi anni sta uscendo allo scoperto sempre più frequentemente.

Il pilota tedesco, out dal GP del Giappone, ha la sindrome di Gilbert, un ”morbo” ereditario che si manifesta attraverso stanchezza e spossatezza tali da non riuscire ad alzarsi dal letto (com’è capitato a Folger a Motegi), sonnolenza e a volte anche con l’ittero e un colorito giallognolo nella pelle. Ma in cosa consiste la sindrome di Gilbert? Scendendo nei dettagli medici, parliamo di una malattia benigna del fegato, che finisce col non produrre quella reazione chimica che va a smaltire correttamente la bilirubina (la sostanza derivante dalla disgregazione dei globuli rossi), facendola accumulare col sangue e finendo con l’intossicarlo: da qui i problemi citati in precedenza, e quella spossatezza che ha convinto i medici a fermare Folger finchè il suo fegato non sarà completamente ”ripulito”.

Questa malattia si cura appunto con una pulizia del sangue e (in alcuni casi) con delle pastiglie che vanno a stimolare la reazione, oltre che con una dieta specifica (ricca di verdure) e uno stile di vita più controllato, perchè l’eccessivo stress va ad aumentare i sintomi: insomma, Jonas Folger dovrà rimettersi in sesto prima di rimontare in sella alla sua M1 (speriamo che ci riesca per i primi mesi del 2018!), ma il tedeschino dovrà fare i conti anche con un altro problema fisico di difficile risoluzione. In una caduta nel weekend di Aragon, infatti, il pilota di Yamaha Tech 3 ha lesionato un nervo delle corde vocali, e tornerà ad avere la sua voce solo in due anni circa.

Non è un bel periodo dunque per Jonas Folger, che però ha voluto ringraziare tutti quanti del supporto mostrato in questo momento complicato: ”Le ultime sei settimane sono state difficili, non sapevo cosa stesse succedendo e perchè il mio corpo perdesse le energie: convivo con situazioni di questo tipo dal 2011, ma ne sono sempre uscito rapidamente, pur facendomi domande sulle mie condizioni. Sfortunatamente è servito un episodio molto serio per diagnosticare la mia malattia, ma sono contento di averla scoperta e di poterla curare. Mi mancano il team, gli amici nel paddock e le gare, e ho ricevuto tantissimi messaggi dai colleghi, dai fan e da tanti esponenti dei media: questo mi ha fatto davvero piacere, e voglio ringraziare tutti per il sostegno. Tornerò più forte e più determinato, voglio lottare per il vertice della MotoGP”.

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