EICMA, dai nostri inviati Marco Corradi e Federico Mariani

 I nostri inviati ad Eicma hanno intervistato l’ormai ex pilota della Honda Red Moto, Alessandro Lupino. Il 26enne laziale ha fatto un bilancio della stagione e ha parlato dei suoi obiettivi per il 2018, con il ritorno alla Kawasaki, la moto con cui aveva iniziato in MXGP. Di seguito l’intervista.

Partiamo con un bilancio di questo 2017.

“Sono molto contento della stagione perché le prime gare sono stati un po’ difficili ma dopo ci siamo ripresi subito facendo delle belle gare al Mondiale. Ho vinto di nuovo il campionato italiano, il mio terzo consecutivo. Poi ho concluso col Nazioni in Inghilterra con l’Italia chiudendo non benissimo, al settimo posto, ma personalmente di categoria ho chiuso in bellezza col quarto posto”.

A proposito del Nazioni hai tirato fuori una performance clamorosa. In pochi se lo aspettavano…

“Forse è stata la migliore dell’anno. Sono partito davanti e dopo mi rimaneva facile rimanere lì. Quando ero terzo volevo fare podio, ma a cinque minuti dalla fine ho pensato di più alla squadra, quindi sono stato tranquillo, ho preferito perdere una posizione perché rischiavo di cadere in quanto la pista era diventata davvero brutta. Ho concluso al quarto posto”.

Com’è convivere con un campione come Antonio Cairoli?

“Ci conosciamo dal 2017 e siamo amici anche fuori dalle gare. Siamo testimoni reciproci dei nostri matrimoni: lui del mio e io del suo. Siamo gli unici due italiani in pista, quindi possiamo dire di essere amici anche lì. Non posso permettermi di avere il suo passo, quindi, è inutile intralciarsi tra italiani. A volte è bello aiutarsi in modo sportivo anche in pista”.

Nel 2018 tornerai alla Kawasaki, la moto con cui avevi iniziato in MXGP. Cosa ti aspetti per la prossima stagione?

“Son contento. Due anni in Honda sono stai difficili. Quest’anno la moto mi piaceva tanto, ma tornare in Kawasaki per me è come il primo amore, perciò è un’emozione doppia. Il nostro obiettivo è stare tra i primi dieci al Mondiale, che oggi come oggi è un buon livello”.

Anche perché con la nuova regola degli Under 23 continuano ad arrivare nuovi talenti dalla classe inferiore e molti piloti Over 25 rischiano il posto…

“Longo sta portando a un livello molto alto la MXGP, ma ci sono pochi team che riescono a tenere tutti i piloti. E’ più difficile per tanti”.

Che effetto ti fa vedere una casa come Suzuki chiudere l’attività ufficiale e la Kawasaki mollare la MX2?

“Mi ha lasciato molto perplesso in agosto. E’ molto brutto nel mondo Motocross, perché il Motocross è un mondo piccolo. Quando ad agosto le case costruttrici non fanno firmare i team vuol dire che c’è qualcosa di sbagliato all’origine, ma noi piloti non possiamo farci nulla. Dispiace. Ormai tutto è facile e tutto è possibile, anche firmare un contratto per 5 anni non è più sicuro nel mondo del Motocross”.

Secondo te cosa bisogna migliorare per risolvere questo problema?

“Secondo me ci sono tante possibilità e non sta a noi piloti risolvere la questione. Si devono mettere d’accordo organizzatori e case costruttrici. Ci deve essere più rapporto tra queste due componenti”.

Ultima domanda: come giudichi questo continuo allargamento dei Gran Premi agli altri continenti spesso a discapito dell’Europa?

“Da una parte è giusto perché come tutti gli sport a motori si allarga questo sport in tutto il mondo. In Indonesia e in Argentina il pubblico è stupendo, perciò per queste occasioni non può che far del bene a questo sport.

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