Una gara bellissima, tanto controllata nella prima parte quanto ricca di tensione nella seconda, che va a regalare il 6° titolo mondiale a Marc Marquez: il marziano della Honda vince il 4° alloro in MotoGP, centrando un record, dato che ha raggiunto questo traguardo a soli 24 anni, e festeggia lanciando un maxi-dado che fa uscire la faccetta col 6.
Lo fa dopo una gara a tratti soft, a tratti folle: lo spagnolo parte primo, ma dopo pochi giri fa passare Johann Zarco e decide di controllare, dato che Andrea Dovizioso è quinto e non riesce a superare Jorge Lorenzo: Dovi non riesce a fare ritmo e passare il compagno di squadra, che dal canto suo si adopera per ignorare i ripetuti ordini di scuderia (”mappatura 8”, ”-1” ecc) della Ducati e addirittura staccare il #4. Dietro a Zarco e Marquez c’è Pedrosa, e così a 9 giri dal termine lo spagnolo rompe gli indugi: sorpasso sul pilota di Yamaha Tech 3, ma qualcosa va storto. La staccata è troppo profonda, Marquez di fatto cade (mettendo parte del corpo a strisciare il terreno), ma si rimette in sella come un gatto e rientra in 5a posizione, decidendo di controllare e tenere un ritmo veloce, ma costante. Impossibile per Dovizioso vincere il titolo, e poi entrambe le Ducati si eliminano da sole: cade prima Lorenzo (karma?), poi tocca al Dovi, che sbaglia completamente una curva e, nella classica scena da videogame, si stende malamente dopo una scorrazzata nella ghiaia.
A questo punto Marquez è 3° e col titolo in mano, mentre davanti Pedrosa e Zarco lottano per la vittoria: la spunta Dani, che sfrutta il calo delle gomme del francesino (doppia morbida) per vincere a Valencia e far gioire due volte Honda: titolo a Marquez, gara a Pedrosa, nel miglior scenario possibile. Rossi chiude 5° alle spalle di Rins, e il campionato si chiude con questa classifica: primo Marquez a 298 punti, davanti a Dovizioso (261), Vinales (230, 12° oggi nel nuovo disastro Yamaha Factory), Pedrosa (212) e Rossi (208).
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