La stagione 2017 della MotoGP si è conclusa domenica col gran finale di Valencia, ma è già tempo di pensare al 2018: sulla pista spagnola, infatti, hanno preso il via quest’oggi i test per la nuova annata, nei quali si sono già viste interessanti novità e un grande ritorno.

La prima sessione dei test è iniziata alle 10, ed è durata 7 lunghissime ore nelle quali i piloti si sono alternati tra lunghi stint in pista e fasi di riposo, e hanno rischiato anche grosso: bruttissima caduta per Bautista, che ha fatto spaventare tutti e rischiato una frattura vertebrale, gran botto per Valentino Rossi (senza conseguenze fisiche) che ha distrutto la sua Yamaha, e lo stesso discorso vale per Abraham, mentre Marc Marquez ha rischiato il tonfo, salvandosi in corner nella sua continua ricerca del limite in pista. Ecco, la ricerca del limite è una delle chiavi di lettura di questi test, nei quali tanti team hanno provato versioni evo della moto 2017 e sperimentato soluzioni futuribili.

La M1 di Rossi, distrutta dopo la caduta nei test

Versione evo della GP17 per Jorge Lorenzo e Andrea Dovizioso, con qualche piccola differenza rispetto alla moto che ha sfiorato l’impresa-Mondiale, primi assaggi della Honda 2018 per Marquez e Pedrosa, e lavoro incredibile in Yamaha: Valentino Rossi e Maverick Vinales, aiutati da uno Johann Zarco che nel 2018 avrà (meritatamente) lo status di terzo pilota ufficiale pur restando con Tech 3, dovranno provare in questi giorni 12 combinazioni diverse tra telaio e motore, e un triplo telaio dal quale scegliere quello che verrà utilizzato nel 2018. Sul banco di prova ecco il telaio 2016 con cui Rossi si è rialzato a Valencia e Zarco ha fatto un grande campionato, quello del 2017 che ha creato problemi ai piloti ufficiali e una possibile soluzione nuova per il 2018: Yamaha ha portato una carenatura deportante che va ad imitare quella della Suzuki, la moto che più è cresciuta a fine stagione.

Tutte queste soluzioni andranno provate per scegliere la strada da seguire nella stagione 2018, e da provare ci sono anche le due mescole portate da Michelin, tra le quali verrà scelta quella ufficiale per la prossima stagione. Insomma, con queste premesse i tempi sono secondari, ma vedono Maverick Vinales (80 giri per lui) svettare su tutti: lo spagnolo, andato in crisi psicologica a fine anno, guida con un interessante 1.30.189, precedendo di un paio di decimi Johann Zarco e Marc Marquez, con Valentino Rossi 4° (+0.446) e ripartito bene con la seconda moto. La vera sorpresa è Jack Miller, migliore delle Ducati alla ”prima” in sella alla moto italiana e 5°, con Aleix Espargaro e precedere Dovizioso (7°, +0.661) e Lorenzo (+0.870) in una giornata non facile per Ducati. Male anche Pedrosa, 11° a 1”139, mentre Danilo Petrucci è solo 14° e staccato di un secondo dal nuovo compagno di team: male anche Redding, 15° con Aprilia davanti ad Abraham, che è di fatto l’ultimo pilota prima dei debuttanti.

E, parlando di debuttanti, il migliore dei rookie è Takaaki Nakagami, staccato di 2”5: dietro di lui Franco Morbidelli, 18° a soli 39 millesimi dal giapponese, mentre il collaudatore Takahashi si lascia alle spalle un disastroso Xavier Simeon. Il belga, che guiderà la Ducati Avintia insieme a Rabat (13°), si trova a 4” dal leader, e a occhio faticherà parecchio in stagione: non hanno girato Bautista per la brutta caduta, e le due Suzuki di Rins e Iannone, entrambi influenzati. Domani si riparte con una nuova giornata di test: appuntamento dalle 10 alle 17, chissà quali indicazioni avremo dalla pista di Valencia.

La tabella dei tempi

 

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