Se il buongiorno si vede dal mattino, in casa Yamaha c’è da preoccuparsi. Non lasciamoci ingannare dalla classifica dei tempi dei test di fine stagione. La prima posizione di Maverick Vinales, seguito da Johann Zarco e dal quarto posto di Valentino Rossi, non esprime esattamente le problematiche presenti all’interno della squadra giapponese. Dopo un week end in cui l’unico ad esprimersi su ottimi livelli è stato il francese con la moto 2016, ora è lo spagnolo a farsi vedere in testa, mentre l’italiano è anche protagonista di una brutta scivolata. Tuttavia, a preoccupare la casa di Iwata è la mancanza di un preciso indirizzo di sviluppo, dato che i tre piloti coinvolti hanno fornito indicazioni decisamente divergenti. Valentino ha ammesso di preferire il prototipo 2016, molto più guidabile e forte in curva ed in trazione. Secondo Zarco, invece, la versione della stagione da poco conclusa ha margini di miglioramento interessanti ed è un passo avanti rispetto a quella di due anni fa. Decisamente più confuso Vinales, che ha candidamente ammesso di non aver ben chiaro quale strada intraprendere. Insomma, la situazione è molto difficile da interpretare.
E l’aspetto peggiore di tutto ciò è il declino della Yamaha in questo 2017, iniziato in pompa magna, con i tempi strepitosi nei test e lo scatto superlativo di “Top Gun” Maverick dai blocchi di partenza. Due gare e due successi, tre vittorie nelle prime cinque uscite. Insomma, fino al Mugello, sembrava una marcia trionfale, un’annata stile 2015, con Vinales in fuga, seguito da Rossi, mentre Marquez e Dovizioso accusavano un avvio disastroso. Poi, dopo Montmelò, è iniziato il tracollo. Ed il successo ad Assen di Rossi ha solamente avuto l’effetto collaterale di nascondere le reali criticità di una moto estrema, capace di alternare buone prestazioni con week end totalmente negativi. Nel corso dell’estate, i due piloti Yamaha hanno lentamente perso terreno dal duo Marquez-Dovizioso, finendo per uscire dalla lotta per il titolo all’inizio del trittico asiatico. E mentre Vinales si spegneva e Rossi affondava, spiccava Zarco, sostenuto dal modello 2016. Johann si è preso il lusso di ridimensionare i due ufficiali a più riprese, testimoniando al tempo stesso le difficoltà del nuovo progetto di Iwata.
Com’è stato possibile questo tracollo? Le cause sono molteplici. Sicuramente, molto hanno fatto le Michelin. Le gomme del costruttore francese sembravano perfette per lo stile dello spagnolo della Yamaha. Tuttavia, non appena le mescole sono cambiate per adattarsi alle piste europee, il vantaggio di “Top Gun” si è sciolto come neve al sole e, quando il recupero tecnico di Honda e Ducati è divenuto consistente, ha iniziato ad accusare un certo ritardo dai diretti rivali. Inoltre, dopo il disastroso week end di Montmelò, si è verificato un episodio non secondario. Rossi ha chiesto ed ottenuto un cambio di telaio per migliorare alcuni difetti, rivendicando al tempo stesso un ruolo primario nello sviluppo della moto venuto a mancare nel corso dell’inverno. Tradotto: l’ottimo adattamento di Vinales ha spinto la Yamaha a seguire maggiormente lo spagnolo e le sue indicazioni a scapito della linea imposta dal pesarese. La decisione di fare un passo indietro, tornando al “Vale style” non ha sortito grandi effetti a lungo andare, ma ha incrinato la fiducia di “Top Gun”, piombato improvvisamente in un vicolo cieco e sentitosi scaricato dalla casa nipponica. L’errore principale da Iwata è stato forse questo: non portare avanti lo sviluppo, ma cercare di accontentare entrambi i piloti, nonostante i diversi stili di guida. La Yamaha 2017 è divenuta dunque una sorta di ibrido, incapace di valorizzare al meglio le caratteristiche di uno o dell’altro. Archiviata la peggior stagione degli ultimi anni, è tempo di voltare pagina e di provare ad impostare un 2018 diverso. Un compito decisamente difficile.

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