Un fallimento preventivabile, in una Formula 1 che iniziava ad essere diversa da quella ”artigianale” degli anni ’60 e ’70 e aveva bisogno di ampi budget per garantire una certa competitività, ma che ha fatto comunque scalpore: una delle peggiori scuderie recenti della F1 è italiana, e porta il nome di Coloni.

L’avventura in F1 di Coloni nasce come l’evoluzione di un team che aveva fatto incetta di titoli in Formula 3000 a livello italiano ed europeo tra il 1982 e il 1987, scoprendo attraverso il team principal Enzo Coloni (grande talent scout) piloti come Ivan Capelli e Nicola Larini, e decise di tentare il grande salto. Perchè non andare in F1? L’idea nasce e viene messa in pratica nel giro di pochi mesi, con Coloni che si schiera al via della F1 1988 con una vettura motorizzata Ford-Cosworth e Gabriele Tarquini (che allora era un giovane virgulto di 26 anni, ben lontano dalla leggenda motoristica attuale) come unico pilota: il budget è ridicolo, ma quasi non si vede, dato che Coloni riesce a qualificarsi 8 volte e chiude al traguardo in tre occasioni. Il miglior risultato è un 8° posto in Canada, ma anche in Belgio la scuderia, che pure aveva portato solo 7 meccanici (!), non sfigura.

Il 1989, però, vede i primi scricchiolii nel budget della scuderia, che non arriva mai all’arrivo pur passando 5 volte le pre-qualifiche (con due auto), ma è il 1990 l’anno del vero disastro: i motori turbo spariscono, i team diventano 40 e l’azzardo di Coloni, che aveva tentato il grande colpo affiliandosi a Subaru, fallisce miseramente. La partnership col grande costruttore giapponese parte coi buoni auspici, ma il motore progettato da Carlo Chiti (ex tecnico di Ferrari e Alfa Romeo negli anni ’60 e ’70) è superato e disastroso: Coloni non passa mai le pre-qualifiche, a metà stagione torna al motore Ford, ma le cose non cambiano e il disastro è completo.

Nulla cambia nel 1991, con 15 tentativi e nessuna qualificazione, e così l’avventura si conclude dopo quattro campionati completi, con la cessione del pacchetto corse all’Andrea Moda: in 81 GP, Coloni somma la bellezza di 67 mancate qualificazioni al GP, risultando una delle peggiori scuderie nella storia della F1, ma non appena torna alle serie inferiori, la competenza dei suoi tecnici in quelle categorie torna utilissima.

Coloni si iscrive nuovamente a Formula 3000 e GP2, con un progetto condiviso con Giancarlo Fisichella, e nel 2011 ottiene il suo miglior risultato: Luca Filippi guida proprio una Coloni nelle GP2 Series di quell’anno, chiudendo 2° nel campionato alle spalle di Romain Grosjean. È il canto del cigno di un team, quello di Passignano sul Trasimeno, che in F1 fece disastri, ma nelle serie inferiori è molto stimato.

 

 

 

 

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