Anno nuovo, vita nuova. Questo detto si abbina bene al 2017 di Jorge Lorenzo. Il “Por Fuera” era atteso ad una stagione piena di interrogativi e novità derivanti dalla sua sfida, la Ducati. Per il maiorchino è stato un campionato diverso dal solito. Per la prima volta da quando è nella top class, non ha conquistato nemmeno una gara nella singola annata. Inoltre, ha raggiunto solamente 3 piazzamenti sul podio (un secondo e due terzi posti). Un magro bottino se paragonato agli anni in Yamaha.

Tuttavia, bisogna considerare la stagione da poco andata in archivio come un punto di partenza. La Ducati è una moto completamente diversa da quella utilizzata fino al 2016. Aggiungiamoci anche che Lorenzo non aveva mai guidato un mezzo differente dalla Yamaha prima dell’approdo alla Rossa di Borgo Panigale. Di conseguenza, ha dovuto affrontare difficoltà in cui non si era mai imbattuto in precedenza. Insomma, c’erano le premesse per un anno zero sotto tutti i punti di vista.

Non si può affermare che Jorge non abbia dato tutto sé stesso alla causa italiana. Ha lentamente cambiato il suo stile di guida, meno fluido e scorrevole e leggermente più fisico, volto ad assecondare la potenza del motore Ducati. Certamente, il confronto con Andrea Dovizioso è impietoso se si considera che il forlivese si è giocato fino alla fine il Mondiale, vincendo addirittura sei gare. Tuttavia, bisogna anche porre l’attenzione su altri aspetti non fini a sé stessi e potenzialmente interessanti per la prossima stagione. Innanzitutto, il maiorchino ha conquistato due dei suoi tre podi giungendo come migliore dei piloti in rosso. E, sia ad Jerez che ad Aragon, lo scarso grip ha penalizzato fortemente la guida aggressiva di Dovizioso, premiando al contrario la fluidità redditizia e precisa di Lorenzo. Inoltre, al di là dei singoli numeri, nel finale di stagione, Jorge è apparso più in palla del compagno di team. Certo, Andrea aveva anche la pressione non indifferente del Mondiale da giocarsi contro un mastino come Marquez. Tuttavia, da Misano in poi, Lorenzo è apparso spesso veloce tanto quanto il numero 4, se non addirittura disponente di un piccolo margine. E nelle ultime gare, tra Sepang e Valencia, c’era l’impressione di un ”Por Fuera” con un ritmo da vittoria finale. Ecco, a Jorge è mancato l’acuto, la finalizzazione dell’ottimo lavoro del week end. Le occasioni non gli sono mancate. Sicuramente, la chance più ghiotta ed il rimpianto maggiore sono da riferirsi a Misano, quando Lorenzo finì a terra dopo aver scavato un solco profondissimo sui suoi diretti avversari. E la causa fu semplicemente una distrazione…

In vista del 2018, le aspettative saranno ben diverse. Lo lascia intendere lo stipendio da 12 milioni giustificato da un palmares pazzesco. Lo lascia capire anche la fame di un cinque volte campione del mondo desideroso di tornare a competere per la vittoria. Dovizioso ha dimostrato che la Ducati ha il potenziale per lottare per il titolo. Ora ci si attende che un manico con l’esperienza di Jorge possa permettere alla Rossa di fare un ulteriore step. Se lo aspettano tutti. Anche perché altrimenti la storia tra Lorenzo e la Ducati rischierebbe di prendere una piega inaspettata.

0 commenti

Lascia un Commento

Vuoi partecipare alla discussione?
Fornisci il tuo contributo!

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *