Quattro mondiali in cinque anni. Questo è il bottino di Marc Marquez da quando si è seduto sulla micidiale Honda ufficiale. La HRC gli ha fornito fin da subito un mezzo vincente ed equilibrato. Solamente nel 2015, complice un adattamento più difficile del previsto, lo spagnolo è incappato in un’annata nera e non ha conquistato il titolo iridato. Per il resto, nonostante qualche affanno nella prima parte della stagione, il binomio Marquez-Honda si è sempre rivelato quello più affidabile e solido. Tuttavia, anche al termine del campionato 2017, la domanda è sempre la stessa: quanto influisce il manico del catalano e quanto c’è del lavoro della casa alata nel successo finale?

I dubbi potrebbero essere fugati qualora si verificasse il trasferimento annunciato da più parti negli ultimi giorni. Al termine del suo contratto con HRC, Marquez avrebbe l’occasione di non rinnovare e di tentare l’avventura con il marchio KTM. Gli austriaci sono entrati in MotoGP all’inizio di questa stagione, acquistando i due piloti del team Tech 3, Bradley Smith e Pol Espargaro. Eppure, ora, avrebbero l’opportunità di crescere acquistando il top rider ed il fuoriclasse degli ultimi anni. Sicuramente non ci sono problemi economici, dato che si è parlato persino di un’offerta attorno ai 20 milioni per El Cabroncito. Il vero dubbio da sciogliere sarà la reale competitività del progetto, un aspetto non secondario su cui ha posto l’accento lo stesso Marc. Del resto, Marquez ha più volte ribadito di non essere interessato tanto dalla possibilità di guadagno (anche perché non se la passa male in Honda), quanto piuttosto dalla chance di aprire un ciclo vincente. Dunque, è un trasferimento molto complesso ed ancora da definire bene.

Entrando maggiormente nello specifico, cosa chiederebbe dal punto di vista tecnico il sei volte campione del mondo alla KTM per accettare la corte austriaca? Certamente, Marc sentirebbe il bisogno di una moto subito incisiva in frenata, capace di garantirgli subito il raggiungimento del limite senza correre più i rischi dell’ultimo triennio. E soprattutto è possibile che il catalano non voglia sacrificare la prima parte di stagione ad adattarsi ad un mezzo ancora acerbo, trovando subito un bolide efficace e vincente. Niente rincorsa, ma scatto fulmineo dai blocchi di partenza. Insomma, a Marquez farebbe piacere trovare una moto ancora più su misura di quanto non abbia fatto finora la Honda.

E poi conterebbe molto anche lo stimolo di dimostrare di poter vincere lontano dalla casa di Tokyo. Un po’ come fece Valentino Rossi nell’inverno 2003, lasciando la HRC per approdare alla Yamaha. Sarebbe una scelta simile, ma non totalmente uguale. Il pesarese si trovò a dominare nettamente con uno strapotere che gli consentiva di tentare un salto nel vuoto. In questo momento, il dislivello tra i vari pacchetti è molto minore e regna un equilibrio in cui Marquez-Honda spiccano, ma non esercitano una tirannia. Un motivo per cui l’idea KTM rimane ancora un rebus irrisolto.

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