Nel 2017 ha vinto il titolo Moto3, dominando nell’arco dell’intero campionato e rischiando di eguagliare il record di Valentino Rossi, che vinse 10 gare nel campionato 1997 (allora si gareggiava con le 125), ma per Joan Mir è già arrivato il momento di guardare avanti e pensare alla prossima stagione.

Lo spagnolo, nato a Palma di Maiorca il 1° settembre 1997, debutterà in Moto2 nel 2018, correndo per il team Marc VDS al fianco di Alex Marquez e abbandonando quel Team Leopard che l’aveva accompagnato in tutti i primi anni nelle corse (una stagione nel CEV, due in Moto3), e ha già avuto modo di assaggiare la sua nuova moto nei test di Jerez: Mir, nel primo impatto con la categoria 600cc, ha chiuso al 14° e al 16° posto, mantenendo sempre un 1”2 di distacco dai migliori (Bagnaia e Oliveira) e dando la sensazione di poter crescere molto.

L’adattamento alla nuova categoria è iniziato, come ha spiegato lo stesso campione del mondo Moto3: ”Nei nostri piani ci sono quattro giorni di test con la Moto2, vedremo quanto mi costa dal punto di vista fisico, e se le cose non andranno come speriamo, ne faremo un quinto. L’idea è quella di fare un’ottima preseason, migliorando in ogni allenamento e prova in pista. Questo è l’obiettivo a breve scadenza”.

Mir, però, non è del tutto certo di poter vincere in Moto2 nelle sue attuali condizioni: ”Per quanto ho provato la Moto2, credo che mi servano uno-due kg in più per andare forte e vincere con le 600cc, non di più perchè in questa categoria il peso influisce, anche se non si direbbe. Io fatico a prendere peso, ma cercherò di sforzarmi per ottenere questo risultato: tra qualche anno ingrasserò facilmente, ma ora fatico tremendamente a ingrassare e mettere su grasso (ride, ndr). Tornando seri, voglio guadagnare forza e qualche chilo di peso e muscoli grazie alla palestra: mi serviranno per andare più forte”.

D’altronde, niente sacrificio (in questo caso, un aumento dei kg), niente vittoria, e questo Joan Mir lo sa benissimo: perchè vincere mette voglia di vincere ancora, e chissà che il nuovo fenomeno spagnolo non trovi il suo secondo titolo già nel 2018.

 

 

 

 

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