Se si esclude il biennio nero in Ducati, per Valentino Rossi la stagione di quest’anno è da rimuovere dalla memoria. Il Dottore di Tavullia, nove volte campione mondiale, era sempre salito sul podio in ogni Mondiale, se si esclude i due anni in Ducati e il 2013, la stagione che ha segnato il suo rientro in Yamaha, conclusa comunque al quarto posto. Quest’anno, invece, si è dovuto “accontentare” della quinta piazza, scalzato da Dani Pedrosa, che a Valencia ha chiuso davanti a tutti al traguardo.

Cos’è che andato storto? Rossi, che l’ultimo Mondiale lo ha vinto nel 2009, ha avuto diversi problemi con gli infortuni (entrambi alla vigilia di gare “casalinghe” al Mugello e a Misano), ma soprattutto con la moto: il numero 46 si è ritrovato una moto lenta e difficile da guidare, e oltretutto incapace di portare a temperatura gli pneumatici. Inoltre, non sono riusciti a rimediare al problema evidenziato nella passata stagione, ovvero, quello dell’usura dello pneumatico posteriore.  A dimostrazione di questo, va  sottolineato il fatto che questa stagione è stata la peggiore anche per la Yamaha, che dal 2007 non portava i sui piloti nei primi posti della classifica finale del Mondiale.

Nonostante gli avvertimenti di Rossi, la casa di Iwata ha continuato ad andare sulla sua strada, motivata dalle prestazioni esaltanti del compagno di scuderia Maverick Vinales. Ma con l’andare delle gare, i difetti della moto sono apparsi evidenti a tutti, e anche il pilota spagnolo è stato costretto ad alzare bandiera bianca. Solo a quel punto, col Mondiale ormai sfuggito, la Yamaha ha deciso di dare retta ai consigli di Valentino ma oramai era troppo tardi: “Mi sono trovato male sin dalla prima volta che l’ho guidata nei test – ha dichiarato Rossi  – siamo in ritardo su elettronica, dinamica e gomme. Mi sento meno frustrato di Vinales perché sapevo sin dall’inizio che la moto non andava”.

E adesso quale sarà il futuro di Rossi? Ieri, ai colleghi de La Gazzetta dello Sport, Lin Jarvis, uomo al vertice del team nipponico, ha dichiarato che le prestazioni della M1 dell’anno prossimo saranno decisive per conoscere il futuro di Valentino Rossi, che ha un contratto che lo lega alla scuderia fino al 2018: “Dipenderà dalla moto. Spero di riuscire a parlare con lui in inverno, ma credo che deciderà dopo 3-4 gare”. Poche ore prima, Valentino aveva ammesso di aver paura del ritiro e che nel 2018 desidererebbe essere competitivo per puntare al titolo. In ogni caso, la Yamaha non si farà trovare impreparata  e avrebbe già individuato il degno successore: “Zarco sarà uno dei candidati”.

Non ci resta che attendere: vedremo se Rossi l’anno prossimo riuscirà a guidare una moto all’altezza per cercare di interrompere il dominio di Marc Marquez

 

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