I piloti ne erano già a conoscenza (se ricordate, avevamo commentato il percorso della ”nuova” Dakar con Joan Barreda durante Eicma), ma mancava la presentazione alla stampa, che è puntualmente arrivata quest’oggi e segna la nascita ufficiale della Dakar 2018.

Sarà un’edizione difficile, piena d’insidie e settori spettacolari da affrontare, che scatterà da Lima (Perù) il 6 gennaio e si concluderà in Argentina, a Cordoba, il 20 gennaio dopo aver attraversato la Bolivia. Niente Cile e niente Atacama come capitò in alcune edizioni precedenti, ma tante dune, tanta sabbia e il pericoloso fesh fesh, ma soprattutto tantissimi protagonisti: nelle moto KTM cerca il 17° successo consecutivo con Sam Sunderland e Joan Barreda cercherà di spezzare quest’egemonia con la sua Honda (e occhio al nostro Alessandro Botturi), nelle auto invece lo squadrone Peugeot (Loeb, Peterhansel e Despres) tenterà di distruggere la potenziale tripletta del principe Nasser Al-Attiyah e rovinare il sogno di Nani Roma (28a Dakar su 40) e della sua Mini, mentre i russi KAMAZ sembrano destinati a trionfare nei camion.

Andiamo dunque ad analizzare il percorso (che sfiora il Salar de Uyuni, ma non lo affronta) tappa per tappa, e spiegarne le peculiarità.

1a tappa: Lima-Pisco, 272km (55 cronometrati)- Si tratta di un semplice antipasto della sabbia peruviana, i piloti non dovrebbero incontrare particolari difficoltà e potranno mettere in mostra tutta la loro velocità.

2a tappa: Pisco-Pisco, 278km (267 cronometrati)- Sarà una delle tappe-chiave, dato che il 90% del percorso è fuori pista e costellato da altissime e pericolose dune. Difficoltà attese soprattutto nelle auto, che partiranno per prime senza avere riferimenti: saranno fondamentali i navigatori per non perdere la via e preziosi secondi/minuti.

3a tappa: Pisco-San Juan de Marcona, 502km (295 cronometrati)- Tappa sulla falsariga della precedente, ma con meno difficoltà di sorta.

4a tappa: San Juan de Marcona-San Juan de Marcona, 444km (300 cronometrati)- Si parte sulla spiaggia, con tutti i rischi del caso, e si prosegue con una frazione nella quale vengono affrontate dune di tutte le altezze e oltre 100km di sabbia finissima: chi non sarà abituato al ”ritmo” della Dakar, qui perderà tanto tempo.

5a tappa: San Juan de Marcona-Arequipa, 770km (264 cronometrati) per moto-quad e 931km (267 cronometrati) per auto-camion- Il percorso si biforca, con auto e moto che prendono due strade diverse e attraversano tratti differenti: tante insidie dietro l’angolo per le quattro ruote..

6a tappa: Arequipa-La Paz (Bolivia), 758km (313 cronometrati)- Il Perù saluta la 40a Dakar con un suggestivo passaggio sulle rive del Lago Titicaca, e la Bolivia l’accoglie con le sue peculiarità: altitudini-monstre, quelle che tagliano il respiro, e un fondo pietroso. Si arriva ai 3600m di La Paz, che ospiterà anche il primo giorno di riposo.

7a tappa: La Paz-Uyuni, 726km (425 cronometrati) per tutti tranne che per i camion (che ne farà 669, 368 cronometrati)- Di nuovo Uyuni, ma senza Salar, il tremendo deserto salato: qui si cercherà di guadagnare vantaggio in vista della giornata-monstre seguente.

8a tappa: Uyuni-Tupiza, 584km (498 cronometrati), 558km (380 cronometrati) per i camion- Ecco una delle tappe-chiave della Dakar: i piloti sono attesi dalle altissime dune che si trovano a 3600m (e oltre, sometimes), ma soprattutto dovranno affrontare la prima tappa Marathon. In soldoni, piloti abbandonati a sè stessi, senza supporto dei team e meccanici: chi avrà guasti, dovrà ripararseli da soli, passando tra l’altro la notte all’addiaccio.

9a tappa: Tupiza-Salta (Argentina), 754km (242 cronometrati)- Dopo l’inferno di Tupiza, si riparte con una tappa ricca di vento e insidie che porta tutti in Argentina: gli eventuali danni malriparati il giorno prima porteranno a distacchi-monstre.

10a tappa: Salta-Belen, 795km (372 cronometrati)- Anche qui conteranno tantissimo i navigatori, il motto sarà ”follow the roadbook” perchè il rischio di perdersi e sbagliare è altissimo: in più, nell’ultimo tratto andrà attraversato un lago, con tutti i rischi del caso.

11a tappa: Belen-Chilecito, 484km (280 cronometrati) per moto-quad, 746km (280 cronometrati) per auto-camion- Ecco qui la seconda tappa Marathon per le moto: piloti costretti al bivacco e al regime di parco chiuso dopo una frazione semplicemente infernale. Si attraversano le insidiose dune bianche di Fiambalà, che spesso hanno risolto la Dakar sudamericana, ma soprattutto sono previsti 45°.

12a tappa: Chilecito-San Juan, 722km (375 cronometrati) per moto-quad, 791km (522 cronometrati) per auto-camion- Anche qui il caldo e i 45° la faranno da padrone: tante insidie dall’attraversamento di un deserto roccioso e molto pericoloso per forature ecc.

13a tappa: San Juan-Cordoba, 907km per moto-quad (423 cronometrati), 927 per auto-camion (368 cronometrati)- L’ultima tappa davvero insidiosa di questa Dakar, con tantissime dune e quel fesh-fesh desertico che ha fatto tante vittime negli anni scorsi: qui si definirà il vincitore dell’edizione 2018.

14a e ultima tappa: Cordoba-Cordoba, 284km (119 cronometrati)- Si chiude in bellezza a Cordoba, con una frazione nella quale si affronteranno 30 fiumi, fiumicciatoli e corsi d’acqua. Meraviglia.

Insomma, ci sarà da divertirsi nella Dakar 2018: appuntamento fissato al 6 gennaio, seguitela con noi!

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  2. […] chi per prepararsi alla Dakar 2018 e all’altura boliviana ha dormito un mese nella tenda, chi ha seguito una dieta decisamente […]

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