Chiamateli “Bad Boys”. Sfrontati, determinati, senza troppi fronzoli in pista e peli sulla lingua nelle dichiarazioni: Max Verstappen ed Esteban Ocon, ciascuno a modo proprio, si sono distinti nel corso di questa stagione. Olandese e figlio d’arte il primo, francese proveniente dal vivaio Mercedes il secondo. Mettendo insieme le loro età, rispettivamente classe 1997 per la stella della Red Bull Racing e 1996 per il cavallo di razza della Force India, non si arriva ai 45 anni, a dimostrazione del lento ma continuo ricambio generazionale in atto in Formula 1. In un campionato accusato di aver perso spettacolarità negli ultimi anni e di presentare sempre gli stessi attori, i due baby talenti sono schegge impazzite, imprevedibili e fuori da ogni schema tattico.

E data l’aggressività dei due enfant prodige, non sono mancati i piloti che hanno subìto le loro manovre al limite. Se si parla di Verstappen junior, non si può non pensare agli accesi duelli con Sebastian Vettel. Ed i ferraristi non possono non ritornare con la mente al rettilineo di partenza di Singapore, il teatro del vero scontro tra i due, la deflagrazione ulteriore di un altro acceso incrocio in pista, quello di Città del Messico. La polemica tra l’olandese ed il tedesco divampò per un taglio di chicane ed un doppio cambio di traiettoria del ragazzino terribile, ma la lotta psicologica e verbale proseguì aspramente per le gare rimanenti del 2016 e riemerse brutalmente dalla metà della stagione in corso. Il primo segnale di tensione si è manifestato a Silverstone. Sorpassi e controsorpassi, ruota contro ruota: Verstappen ha prevalso momentaneamente, prima di essere superato dalla strategia Ferrari. Ma nessuno poteva aspettarsi che il duello inglese sarebbe stato il prologo del fattaccio di Singapore, la svolta del Mondiale, con la Red Bull dell’olandese chiusa a sandwich dalle due rosse di Maranello, innescando un crash diventato già storia della Formula 1. E sorprendentemente Max ha tirato fuori il meglio di sé dopo il contestato episodio, vincendo in Malesia ed in Messico e riscattando una stagione sfortunata per i tanti problemi di affidabilità della vettura nella prima parte di campionato.

Se Verstappen non ha mai avuto grossi inconvenienti di convivenza con il compagno di squadra Daniel Ricciardo, lo stesso non si può dire per il rapporto tra Ocon  ed il collega Sergio Perez. Una rivalità intestina, sorta quasi inevitabilmente per l’ambizione e la propensione ad andare oltre il limite della macchina di entrambi i piloti. Un dualismo portato all’esasperazione dall’appartenenza alla medesima squadra. Certo, Ocon-Perez non può essere mediaticamente una lotta paragonabile a Senna-Prost, ma i colpi bassi, le ruotate, gli incidenti ed i sorpassi in pista tra i due Force India si sono sprecati. Non è un caso se la scuderia è stata costretta ad imporre un vero e proprio codice regolamentare per evitare faide continue. L’apice di questo dualismo è stato toccato a Baku, quando la ferrea volontà di entrambi nel mantenere la posizione in uno spazio ridotto ha portato al contatto, rovinando la loro gara. E dove non sono arrivati gli sgarbi in pista ci hanno pensato gli screzi verbali. Si è arrivati al punto di assistere alla richiesta di Ocon di sanzionare il compagno, peraltro incolpevole in quella circostanza, per un contatto di gara al via. Cortesia “restituita” da Perez qualche GP dopo, in un siparietto esilarante e grottesco, con il messicano furioso per la mancata strada libera concessa dal francese, nonostante quest’ultimo avesse un ritmo superiore. Insomma, in casa Force India il 2017 è stato decisamente agitato.

Già, è stato un anno complicato per i due baby talenti. Tuttavia, non sono mancati i risultati. Max ha vinto due gare ed ha terminato l’anno al quinto posto. Ottava piazza per Esteban, bravo ad ottenere punti in ben 19 gare su 21 disponibili. Una regolarità invidiabile. Ora lo sguardo va verso il 2018, verso l’anno che verrà. Non sarà una stagione normale per entrambi. Verstappen si è confermato velocissimo ed un potenziale campione del futuro, ma ha intenzione di inserirsi maggiormente nelle posizioni di vertice, limando se possibile quegli eccessi di esuberanza. Ocon ha il compito di ripetere l’ottima stagione disputata, cercando se possibile di migliorarsi e di agguantare un podio solo sfiorato in questo 2017. Il miglioramento di entrambi passa attraverso un primo ed importante passo: battere il compagno di team. Infatti, nessuno dei due ha vinto il confronto con il collega. In Red Bull il riferimento resta Ricciardo, in Force India, per ora, Perez. Tuttavia, vedendo anche la fame e la determinazione dei due bad boys, c’è l’impressione che le gerarchie siano messe a forte rischio nel 2018. Ed il tutto con grande gioia degli spettatori, desiderosi di nuove rivalità. In Austria spereranno fino all’ultimo in una convivenza civile. In Force India, forse, faranno spallucce: ormai ci avranno fatto l’abitudine.

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