Secondo Giorgio Terruzzi, è uno di quei talenti più unici che rari. Difficile smentire il grande giornalista sportivo. Charles Leclerc ha qualità incredibili. Basta vedere i numeri messi in fila nel corso del trionfale campionato di Formula 2. Sette successi ed altri tre piazzamenti sul podio in ventidue Gran Premi. E queste cifre non raccontano tutto. Il fuoriclasse monegasco si è reso spesso protagonista di eclatanti rimonte e straordinari sorpassi. Impressiona il controllo della situazione in ogni condizione e la capacità di assorbire gli errori. Già, il ragazzo classe 1997 non ha avuto un percorso lineare ed immacolato. Ha sbagliato talvolta, non sempre è stato impeccabile. Ma la grande forza di Charles proviene dalla testa, dal saper reagire alla difficoltà. Se c’è un problema, non lo aggira, ma lo affronta. Questa maturità nell’approccio alle corse lo rende veramente un prospetto interessante per la prossima stagione.

Già, nel 2018, Leclerc correrà per la nuova Sauber motorizzata Alfa Romeo. Una scelta fortemente caldeggiata dalla Ferrari, che da diverso tempo ha messo nel mirino il giovane fuoriclasse amico d’infanzia di un’altra promessa dei motori, Jules Bianchi. Con il francese, Charles condivideva la passione per i kart e da lì è partita la sua vertiginosa ascesa, motivata ulteriormente dalla scomparsa del pilota transalpino. Dalla prossima stagione il livello aumenterà ancora di più e sorge già la curiosità sull’impatto che avrà Leclerc con la top class. Sarà qualcosa di simile ad altri enfant prodige come Lewis Hamilton o Max Verstappen o, data la situazione tecnica della Sauber ancora da definire con precisione, dovremo attenderci un apprendistato più lungo e laborioso? E l’essere un pupillo della scuola Ferrari sarà più un vantaggio per l’esperienza accumulata nei test o un elemento di ulteriore pressione? A questi quesiti darà una risposta la pista. Certamente il 2018 di Leclerc non sarà banale, non passerà sotto traccia. O una sorpresa folgorante immediata o un piccolo passo indietro rispetto alle premesse: difficile pensare a sfumature tra i due poli. Ma nessuno dubiti del suo talento e della sua determinazione, quello no. E se quelle armi rimarranno almeno intatte, vedremo presto in alto il monegasco volante.

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