Un autentico disastro. Se da un lato le power unit Honda hanno raggiunto livelli di drammatica epicità per le loro rotture continue, l’assenza di potenza e le lamentele a mezzo-radio di Fernando Alonso (povera Toro Rosso, avrà una bella gatta da pelare), dall’altro Renault non ha fatto di meglio, anzi.

La scuderia francese, che forniva i motori a Red Bull e Toro Rosso (con cui c’è stata una rottura abbastanza traumatica) come di consueto, era partita bene, salvo poi perdere la strada nella seconda metà di stagione, forse perchè si è ritrovata a pensare più al ”ratto” di Sainz jr nell’immediato e al tentativo (riuscito, anche se con qualche ”magheggio”: sarà un caso che le power unit Toro Rosso abbiano smesso improvvisamente di funzionare?) di chiudere al 6° posto nel Mondiale costruttori, che allo sviluppo dei suoi motori. Sta di fatto che, da fornitore motoristico della casa 4 volte campione del mondo con Vettel, Renault si è ritrovata a diventare lo zimbello di tutti, collezionando rotture, episodi disdicevoli e penalità a profusione.

I due piloti della scuderia francese, Sainz e Hulkenberg, ne sono stati colpiti solo in parte, ma Toro Rosso ha vissuto un autentico calvario con tanto di accuse reciproche: da un lato Renault sosteneva che gli italo-austriaci non fossero in grado di gestire e montare la loro power unit, dall’altro STR accusava Renault di boicottarli apposta dopo il cambio di fornitore (avrà Honda nel 2018). Accuse o non accuse, i risultati sono sotto gli occhi di tutti: Gasly e Hartley si sono ritrovati di fatto a rompere un motore a weekend (quand’anche due, prima nelle libere e poi in gara) e collezionare delle gran penalità da 25-35 posizioni indietro in griglia, e anche gli altri piloti non sono stati da meno: emblematico il caso di Daniel Ricciardo, ko per rotture meccaniche collegate al motore in tre degli ultimi 4 GP (USA, Messico, Emirati), ancor più emblematico il drammatico weekend messicano.

Sul veloce tracciato di Città del Messico, dedicato agli Hermanos Rodriguez, le power unit Renault sono andate ko nelle libere sia per Hartley che per Gasly, ammutolendosi in gara sulle vetture di Hulkenberg, Sainz, Ricciardo e… Hartley (gram fiò): una tre giorni di gare da dimenticare, che ben rappresenta lo state of mind di Renault negli ultimi mesi. Parliamo di un fornitore di motori che si raccomanda con le sue ”assistite” di non rompere più power unit perchè ”stanno finendo i pezzi di ricambio e non ci sarebbe tempo per produrne altri”: una situazione grottesca, che va sicuramente corretta nel 2018.

Renault recupererà la via nella prossima stagione, oppure le power unit francesi continueranno ad avere problemi? Lo scopriremo nei prossimi mesi, ma abbiamo due certezze: la prima è che le eventuali speranze iridate di Red Bull (che nel 2018 romperà il contratto e potrebbe anche autoprodursi le power unit, marchiandole come Tag Heuer) dipendono dal funzionamento del propulsore francese (già di per sè meno potente di quelli Ferrari e Mercedes), la seconda è che se anche il nuovo fornitore di power unit di Fernando Alonso dovesse trasformarsi in un disastro completo dopo i salti mortali effettuati da McLaren per passare a Renault, allora un viaggetto a Lourdes per l’amico Nando sarebbe fortemente consigliabile…

 

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  1. […] la McLaren-Honda, ma anche per la sfiga ”futura”. McLaren ha annunciato il passaggio a Renault per il 2018, e nel GP seguente sono andate ko 4 power unit francesi su sei. La sfortuna seguirà […]

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