In Formula E comandano gli outsider. Hong Kong, teatro della prima gara, ha rimandato, per ora, le ambizioni dei favoritissimi Lucas Di Grassi e Sebastien Buemi. Al contrario, ha rilanciato una strana coppia. In testa alla classifica generale c’è Sam Bird, seguito a ruota da Jean Eric Vergne. Merito di una costanza di rendimento notevole: un primo e quinto posto per il britannico classe 1987, un secondo ed un quarto per il francese del 1990. Inoltre, i due protagonisti della tappa asiatica hanno anche altri aspetti comuni tra di loro. Sono piloti supportati da una grande esperienza e spesso propensi al sorpasso.

Il mago della staccata è Bird, capace di inventarsi numeri da circo notevoli. Merito di un grande talento e di una vettura particolarmente incisiva in frenata. La Spark-Virgin DSV-03 è apparsa finora il mezzo meglio assortito, anche se il pilota del Regno Unito ci mette molto del suo nel rendere competitivo il materiale a disposizione. Una dimostrazione? Basta osservare la gestione della corsa di sabato, con un avvio in sordina ed un crescendo continuo, culminato con un sorpasso da antologia su Vergne. La sua condotta di gara offensiva ed a tratti spregiudicata gli ha permesso di competere per le primissime posizioni e di conquistare un quinto e due quarti posti nel Mondiale di Formula E. Un triennio assolutamente positivo, a cui è mancata la continuità di rendimento per poter decollare definitivamente. Anche per questo motivo, il 2017/18 potrebbe diventare l’anno della svolta della carriera.

Un obiettivo che potrebbe essersi posto anche Vergne. Il francese, ex pupillo Ferrari, ha mostrato una crescita impressionante nell’ultima stagione, conclusa con un finale sontuoso. E pensare che l’avvio non era stato dei migliori con un settimo ed un nono posto nei primi due anni di Formula E. Dallo scorso campionato il cambio di passo. Lo certificano anche i numeri di questo avvio di 2017/18: Jean Eric non era mai partito così bene in campionato. Forse è vero, la sua Spark-Renault Z.E. 17 non è la vettura più performante in termini di velocità pura, ma, grazie al suo talento cristallino, il francese sa benissimo come sopperire ad eventuali lacune. Basta osservare la strenua difesa della seconda posizione da un Heidfeld più rapido e dotato di un mezzo con maggiore energia. Una lotta apparentemente impari. Eppure, la resistenza stoica dell’ex Toro Rosso si è rivelata insormontabile anche per un pilota esperto come “Nick Quick”. E poi Vergne è apparso solido, concreto, cinico. Pregi enormi, che, se supportati da un mezzo che gli possa permettere di esibirsi in gare più offensive, potrebbero permettergli di diventare una mina vagante nel campionato.

Sicuramente è presto per trarre sentenze, ma la strana coppia sembra avere tutto per poter tentare l’allungo. Molto dipenderà da Di Grassi e Buemi: i favoriti difficilmente sbagliano due volte. Tuttavia, l’assenza di pressione per gli outsider ed il peso del pronostico tutto sulle spalle del campione del mondo e dello sfidante più accreditato rendono questo avvio di Formula E assolutamente pazzo e spettacolare. Ne vedremo delle belle.

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